Adozioni in Bielorussia
 
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14 luglio 2005

INVIO AI DEPUTATI ITALIANI PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO DELLE LETTERE DI RICHIESTA DI INTERESSAMENTO

 

Ai Deputati italiani del Parlamento Europeo


p.c.:
Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro degli Affari Esteri

Ministero degli Affari Esteri
C.a. Sottosegretario Sen. Roberto Antonione

Ministero degli Affari Esteri
Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Ufficio V
C.a. Dott. Adriano Benedetti

Ministero degli Affari Esteri
C.a. On. Pannocchia

Al Ministro per le Pari Opportunità

Al Ministro del Welfare

Al Presidente della Commissione Adozioni

Alla Commissione Parlamentare per l’infanzia

Al Sindaco di Roma

Al Prefetto di Roma

Al Presidente della Regione Lazio

Al Tribunale dei Minori di Roma

Signori Deputati,


siamo un gruppo di famiglie italiane che ne rappresentano circa altre 200 che in questi mesi stanno vivendo con angoscia ed incertezza la situazione che si è creata in relazione alle domande di adozione di bambini bielorussi.

Abbiamo inviato nel maggio scorso, insieme a tanti altri, un appello alle Istituzioni dello Stato ed abbiamo raccolto intorno a noi centinaia di famiglie, nella stessa situazione, con le quali ci siamo incontrati a Roma il 14 giugno; successivamente abbiamo avuto colloqui con il Console della Repubblica Bielorussa, con la Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, con il Ministro per le Pari Opportunità, con la Presidente della Commissione Adozioni Internazionali.

Eppure a tutt’oggi nessuna delle autorità interpellate ci ha ancora fornito risposte certe né una concreta soluzione.

Il quadro che ormai si è purtroppo delineato con chiarezza evidenzia la presenza di ostacoli di natura politica nel percorso di risoluzione del sostanziale blocco delle adozioni di bambini bielorussi; ostacoli che consistono nella difficoltà di dialogo tra le Autorità di Governo Italiane, anche per la posizione assunta dalla UE, ed il Governo Bielorusso e che hanno sin qui impedito rapporti ufficiali tra i Governi, ancorché gli scambi diplomatici, economici e culturali tra i due Paesi siano regolarmente in atto.

In questa situazione, complessa e difficile, piena di torti e ragioni, i bambini (e quindi anche chi Vi scrive) sono rimasti prigionieri: se nessuno farà un passo indietro, nessuno potrà essere libero.

Crediamo che una deroga dell’Unione Europea, in termini esclusivamente umanitari, all’impedimento per le Autorità di Governo Italiane di dialogare con quelle Bielorusse renderebbe possibile quel passo indietro; perché quel passo è possibile e quindi va fatto, consentendo a bambini, che di nulla sono responsabili, di avere una famiglia che li ama come figli e di far cessare una situazione che genera dolore ed incertezza. Ciò non può essere in contrasto con alcun principio di diritto internazionale o di politica comunitaria.

Se questo si realizzerà, allora questi bambini potranno aiutarci a costruire un futuro migliore per tutti, perché saranno testimoni che la speranza può essere coltivata anche a dispetto delle ragioni di Stato.

Siamo consapevoli che i motivi che hanno determinato questa situazione sono gravi ed importanti e non possono essere letti in modo unilaterale. Pure, Vi chiediamo di non lasciare che le ragioni politiche prevalgano sulla meravigliosa irragionevolezza di un legame d’amore.

Intanto, forti della solidarietà che in questi mesi abbiamo raccolto da tutti coloro che sono venuti a conoscenza del grave problema, stiamo organizzando una serie di manifestazioni nazionali al fine di sviluppare intorno ad esso una vasta sensibilizzazione anche a livello europeo.

Vi ringraziamo per tutto quello che potrete e vorrete fare.


Roma,


Giovanni e Paola Scibilia
Via del Vascello, 33
00152 Roma

Fabio e Vera Murru
Via E. Bondi, 41
00166 Roma

Federico e Luciana Marinangeli
Via Valloriate, 38L
00166 Roma

Antonio Ciani e Francesca Perinelli
Viale Cesare Pavese, 101
00144 Roma

Carlo Meoli e Lori Simonetti
Via Pisa, 20
00162 Roma