Adozioni in Bielorussia
 
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2 agosto 2005

INCONTRO DELLE FAMIGLIE DELEGATE CON I FUNZIONARI DELLA SEGRETERIA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO E CON L'ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI ALESSANDRA MANDARELLI

Rapporto

Comunicato stampa Regione Lazio

Lettera dell'Assessore Mandarelli all'Ambasciatore italiano in Bielorussia

 

e-mail inviata dall'ufficio stampa della Regione Lazio il 2 agosto 2005 alle ore 17.24

ADOZIONI DA BIELORUSSIA, MANDARELLI: “CHIEDEREMO L’INTERVENTO DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI”

L’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Alessandra Mandarelli, ha incontrato oggi una delegazione di famiglie in difficoltà per il blocco delle adozioni deciso recentemente dalla Bielorussia.

“Come Giunta siamo molto sensibili a questo problema di interesse nazionale. Anche se in Conferenza Stato-Regioni la delega ai Servizi sociali spetta al Veneto – ha detto l’assessore – come Regione interverremo direttamente “. Di recente l’assessore aveva scritto una lettera all’ambasciatore Italiano a Minsk, avviando i contatti per un eventuale intervento della Regione Lazio nel campo delle adozioni internazionali.

In accordo con il Presidente Marrazzo, l’assessore ha deciso di chiedere l’inserimento del problema all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni che si riunirà di nuovo dopo l’estate. “Assieme al Presidente Marrazzo scriverò all’assessore alle Politiche Sociali della Regione Veneto, Antonio De Poli, per sottolineare l’urgenza del tema”, ha aggiunto la Mandarelli.

L’obiettivo è di arrivare alla stesura di un documento congiunto in cui le Regioni prendano posizione a favore delle famiglie impegnate nei progetti d’adozione. Per questo è già in agenda una missione parlamentare prevista a settembre, che avrà lo scopo di entrare in contatto diretto con la realtà dei bambini ospitati negli istituti dell’ex stato sovietico e di individuare possibili vie d’uscita.

Dalla Bielorussia arrivano in Italia ogni anno 30mila bambini e ragazzi, tra i 9 e i 17 anni, che partecipano a progetti di accoglienza. Provengono tutti dalle aree più colpite dalla tragedia di Chernobyl e in Italia hanno la possibilità di disintossicarsi dalle radiazioni che nei loro luoghi d’origine sono ancora al di sopra della media consentita. Vengono ospitati per circa 5 mesi da oltre 3mila famiglie italiane, che in molti casi decidono poi di avviare le procedure di adozione.

Il clima internazionale e i difficili rapporti tra Unione Europea e Bielorussia hanno spinto le autorità del Paese dell’ex Urss a bloccare affidi e adozioni, a partire da marzo di quest’anno. Al momento le pratiche avviate dalle famiglie italiane e bloccate dalle autorità bielorusse sono oltre 140.