Adozioni in Bielorussia
 
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28 novembre 2005

CAMERA DEPUTATI
INTERVENTO ON. RUZZANTE SULL'ORDINE DEI LAVORI

 

CAMERA DEPUTATI
INTERVENTO ON. RUZZANTE SULL'ORDINE DEI LAVORI

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 712 del 28/11/2005

Sull'ordine dei lavori.
PIERO RUZZANTE.
Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, ho chiesto la parola per sollecitare la Presidenza ad affrontare un problema che figura anche all'ordine del lavori di questa Camera: dall'ottobre del 2004 sono bloccate le procedure di adozione internazionali con la Bielorussia.
La questione è importante non soltanto perché riguarda più di 600 famiglie italiane, le quali sono in attesa di perfezionare il loro percorso adottivo, ma soprattutto perché, signor Presidente, sono più di seicento i bambini che vivono in Bielorussia all'interno di orfanotrofi, in taluni casi anche con gravi problemi di salute aggravati dall'esposizione alle radiazioni prodotte dallo scoppio della centrale nucleare di Chernobyl.
I rapporti tra Italia e Bielorussia sono molto intensi: ogni anno, più di 30 mila bambini bielorussi vengono ospitati dalle famiglie italiane, attraverso percorsi che coinvolgono associazioni di volontariato, enti locali, comuni ed aziende sanitarie locali.
Per tentare di sbloccare la situazione, dopo l'approvazione della nuova legge bielorussa in materia di adozioni, sono state organizzate diverse missioni: la prima dall'ex presidente della Commissione adozioni internazionali, dottoressa Cavallo, nel dicembre del 2004, seguita da ulteriori missioni della stessa CAI e del Ministero degli affari esteri, nel mese di ottobre del 2005, nonché da una missione della Commissione bicamerale per l'infanzia, recatasi in Bielorussia dal 24 al 26 ottobre proprio per occuparsi dello sblocco delle adozioni. Si è anche discusso di un possibile protocollo per la riapertura delle adozioni e per la risoluzione di 150 casi di famiglie che, avendo già definito il loro percorso adottivo, stavano già partendo nell'ottobre del 2004.
Signor Presidente, mi sono permesso di porre alla sua attenzione il tema perché sono state depositate una mozione a prima firma dell'onorevole Volontè, ma sottoscritta dai rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, tanto della maggioranza quanto di opposizione, ed una risoluzione presso la Commissione bicamerale d'infanzia, a prima firma della presidente, onorevole Burani Procaccini, anche questa sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari.
Poiché a partire dal 26 ottobre il Parlamento non ha più ricevuto informazioni sullo stato della situazione, ed essendosi svolta l'11 novembre, davanti alla sede della CAI, anche una manifestazione delle famiglie interessate, chiedo alla Presidenza di attivarsi nei confronti del Governo e del ministro Prestigiacomo affinché sia resa un'informativa alla Commissione bicamerale per l'infanzia ed alla Commissione affari sociali in merito allo stato della situazione ed ai motivi reali sia del blocco delle adozioni sia della mancata firma del menzionato protocollo.
Inoltre, poiché si registra un'adesione bipartisan sui contenuti della predetta mozione, chiederei anche alla Presidenza se non ritenga opportuno, eventualmente, prevederne la calendarizzazione per il mese di dicembre, dal momento che vi sono più di 600 famiglie e, soprattutto, più di seicento bambini in attesa di una risposta dal Governo italiano.

PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante, la ringrazio per la sua sollecitazione. Naturalmente, mi farò carico di riferire al Presidente della Camera le richieste da lei formulate.
Lei sa bene che, tra la giornata di domani e quella di dopodomani, si riunirà la Conferenza dei presidenti di gruppo. Quella potrebbe essere la sede opportuna per inserire nel calendario - mi auguro al più presto possibile, data l'importanza del tema - una questione che riguarda non solo seicento famiglie, ma anche il modo con il quale ci si rapporta, non con la retorica ma con i fatti, alla tutela dell'infanzia nel nostro paese e al di fuori di esso.