Adozioni in Bielorussia
 
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05 dicembre 2005

INTERPELLANZA SEN. WALTER VITALI PUBBLICATA IN DATA 30 NOV 2005

 

Interpellanza del Sen. Walter Vitali del 30 novembre 2005

Atto n. 2-00805

Pubblicato il 30 novembre 2005
Seduta n. 912

VITALI - Ai Ministri per le pari opportunità, degli affari esteri e del lavoro e delle politiche sociali. -
Premesso che:

sono passati 18 anni dalla tragedia della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina che, oltre ad interessare il territorio circostante, ha generato una nube radioattiva che ha investito principalmente il territorio della Bielorussia, contaminando il 23 per cento del territorio nazionale e provocando danni alla salute a 2,5 milioni di persone, tra le quali più di mezzo milione di bambini;
la situazione ha causato un vero e proprio disastro sociale ed economico in Bielorussia, accompagnato da un altissimo tasso di abbandono di minori presso istituti e orfanotrofi;
da circa 20 anni diverse associazioni e comuni italiani organizzano ogni estate l'ospitalità per il risanamento, presso famiglie italiane, di bambini provenienti dalle zone di Chernobyl, con l'obiettivo di diminuire l'esposizione alla radioattività (oltre 400.000 bambini sono costantemente sottoposti a particolari controlli medici);
nel caso di bambini abbandonati ed ospitati presso istituti per orfani, questo rapporto ed inserimento nelle famiglie italiane ha generato il desiderio di dare una famiglia definitiva a questi bambini e molte coppie italiane hanno utilizzato o intendono utilizzare la legge che prevede la possibilità per una coppia di intraprendere l'iter di una adozione secondo quanto disposto dalla legge di ratifica della convenzione dell'Aja del 29 maggio 1993 (ratificata con legge n. 476 del 1998);
dal 1991 ad oggi sono 2285 i bambini bielorussi adottati da coppie italiane;
sono circa 35.000 le famiglie italiane che, con un grande senso di solidarietà e di disponibilità, ospitano nelle loro case bambini bielorussi;
negli ultimi 13 anni l'Italia ha ospitato più di 300.000 bambini bielorussi provenienti dalle zone colpite da Chernobyl: questo processo ha coinvolto più di 2 milioni di cittadini italiani residenti in tutte le aree geografiche;
in molti casi i bambini ospitati sono bimbi abbandonati o sottratti alle famiglie di origine per maltrattamenti subiti;
molti di questi bambini hanno un'età elevata (sopra i 10 anni) e in alcuni casi risiedono ormai da parecchi anni negli internati (istituti minorili); molte associazioni e comuni italiani hanno «adottato» gli istituti dai quali provengono i bambini ospitati ed inviano costantemente aiuti sia sotto il profilo sanitario e farmacologico sia come sostegno alle attività didattiche, culturali, sia dal punto di vista logistico, creando le condizioni igienico sociali e sportive per una miglior qualità dei plessi scolastici;
dal 6 ottobre 2004 il governo della Bielorussia ha bloccato tutte le procedure di adozione internazionale, comprese quelle arrivate alla fase finale;
nel mese di ottobre 2005 una delegazione del Ministero degli affari esteri si è recata in Bielorussia per sottoscrivere un protocollo, ma non si è addivenuti ad alcun risultato;
la situazione creatasi rischia di ostacolare le centinaia di richieste di adozione inoltrate in questi ultimi anni e il rapporto di amicizia dell'Italia con la Bielorussia che ha visto, anche sulla base degli accordi intergovernativi, la realizzazione di programmi di scambi giovanili negli anni 2002-2003,

si chiede si sapere:

quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di risolvere questa difficile situazione permettendo così l'avvio di nuove procedure di adozione e il buon esito di quelle già avviate;

se non ritenga, altresì, opportuno avviare rapporti bilaterali con la Bielorussia, tesi a garantire rapporti di più forte collaborazione e sostegno preventivo alle famiglie ed alle autorità bielorusse.