Adozioni in Bielorussia
 
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24 marzo 2006

IN TARDA MATTINATA LE FAMIGLIE DELEGATE INCONTRANO IL MINISTERO DEGLI ESTERI E LA COMMISIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI

 

Resoconto dell’incontro svolto presso il MAE tra il Coordinamento famiglie ed i rappresentanti del MAE, Min. Panocchia, Amb. Benedetti e, per la CAI, dott.ssa Capponi e dott.ssa Vinci.
24 marzo 2006

In occasione dell’incontro odierno vi informiamo degli esiti dello stesso

  • Riunione con Enti e Coordinamento.
    La dott.ssa Capponi si è detta disponibile a organizzare un incontro tra gli Enti Autorizzati in presenza del Coordinamento famiglie nel momento in cui saranno stati raccolti sufficienti elementi di discussione sull’iter delle pratiche attualmente in valutazione in Bielorussia.
    In questa eventualità la riunione si terrebbe a metà aprile. Monitoreremo la raccolta degli elementi richiesti in funzione del raggiungimento di questo obiettivo.
  • CAI e MAE sono disponibili ad effettuare una nuova missione in Bielorussia non appena si creino condizioni tali da poter raggiungere il miglior risultato possibile. Stante l’attuale situazione, si può presumere un’attesa di qualche settimana. La missione avrà finalità politiche e tecniche, tra le quali, la richiesta di prendere in carico le nuove pratiche.
    La missione intende cogliere l’opportunità per visitare anche alcune Commissioni locali, al fine di individuare le eventuali difficoltà tecnico burocratiche per agevolare un superamento delle stesse. Ci terremo in contato con CAI e MAE per gli aggiornamenti sullo stato della preparazione della nuova missione.
  • La Dott.ssa Capponi ci ha informato che, anche a seguito della riunione odierna risponderà alla lettera del Ministro dell’Istruzione, esprimendo la propria delusione per i risultati fin qui raggiunti e la preoccupazione per le prospettive future. In tale documento verrà anche sollevato il problema del deposito delle nuove pratiche e una richiesta di calendarizzazione delle riunioni del comitato interministeriale di valutazione delle domande sospese.
  • Ci è stato assicurato che da parte bielorussa non sono stati rappresentati motivi di insoddisfazione nei confronti della qualità e quantità dei progetti di sussidiarietà portati avanti dagli enti autorizzati e dalla stessa CAI.

Le famiglie delegate
del Coordinamento famiglie adottanti in Bielorussia


Lettera di proposte del Coordinamento consegnata in apertura della riunione.


Roma, 24 marzo 2006

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Direzione generale per gli Italiani all’estero
e per le politiche migratorie
Alla c. att. del Direttore Generale
Dr. Adriano BENEDETTI
Tel. 06 3691 87199
Fax 06 3691 6071
dgit5@esteri.it
adriano.benedetti@esteri.it

COMMISSIONE ADOZIONI
INTERNAZIONALI

Alla c. att. della Presidente
Dr.ssa Roberta CAPPONI
Fax 06 67792165
cai.segreteria-enti@palazzochigi.it

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Alla c. att. del Ministro Plenipotenziario
Dr. Giuseppe PANOCCHIA
giuseppe.panocchia@esteri.it

Oggetto: Azioni per la ripresa delle adozioni con la Bielorussia

Tenendo conto della crescente attesa delle famiglie in attesa di adozione dalla Bielorussia, considerato il mancato rispetto degli accordi siglati il 12 dicembre 2005 insieme al Ministero dell’Istruzione Bielorusso, ricordando le nostre precedenti richieste, nel corso dell’incontro odierno chiediamo di comprendere, per poter trasmettere alle famiglie deleganti, quale sia il reale stato della situazione e, soprattutto, quali siano i passi che le Istituzioni italiane intendono compiere per garantire il rispetto degli impegni presi in sede di firma del protocollo e in quali tempi.

Pertanto, premesso che

1. alle famiglie provengono, dai referenti di alcuni enti, notizie frammentate e incoerenti sui dettagli dello stato di valutazione delle domande 2004, ma non risultano informazioni chiare, univoche ed ufficiali;
2. le stesse fonti riferiscono di nuovi casi di adozioni rigettate, per alcuni di essi motivando il rigetto con l’inserimento del minore in una famiglia bielorussa affidataria;
3. il protocollo bilaterale sancisce, in ben 29 articoli, la riapertura delle adozioni, ma ad oggi è stato solo ripreso il lavoro sulle pratiche sospese (30° articolo) e non risultano in atto consultazioni con la Bielorussia per la piena attuazione del protocollo sulle adozioni con l’Italia;
4. gli accordi bilaterali sulle adozioni, tra Stati che hanno ratificato la Convenzione dell’Aja, sono vincolati all’attuazione di progetti di sussidiarietà, dei quali non è data visibilità alle famiglie italiane riguardo né a contenuto, importi, beneficiari e realizzatori, né al loro stato di attuazione ed alla loro adeguatezza agli impegni presi sulle adozioni;

chiediamo:

1. Un quadro dettagliato ed ufficiale della situazione attuale delle singole domande di adozione, di cui all’art. 30 del protocollo; chiediamo inoltre di poter visionare ed eventualmente acquisire copia dei documenti ricevuti dalla Bielorussia; di conoscere se sono state chieste spiegazioni di ciò che è stato riferito, cosa è stato risposto, cosa la CAI ed il MAE intendono fare con urgenza per correggere il grave ritardo nell’attuazione degli impegni presi con la firma del protocollo;
2. Dettagli sulle domande rigettate;
Che tipo di supporto la CAI fornisce a famiglie ed enti in questo frangente;
Chiarimento con la Bielorussia sulla legittimità dell’interruzione di un’adozione internazionale a causa di un improvviso affido a famiglia bielorussa ed in presenza di un accordo che prevede, all’art. 30: “la ferma intenzione di rispettare i principi fondamentali della Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993, privilegiando il superiore interesse dei minori e tenendo conto dei legami affettivi che si sono instaurati tra i minori bielorussi e i candidati italiani all’adozione”;
3. Perché la CAI ed il MAE, co-firmatari del protocollo, non ne pretendono la piena attuazione, sollecitando la presa in carico dei fascicoli contenenti le domande di adozione delle famiglie italiane, giacenti presso gli enti autorizzati da due anni, ed avviando i previsti tavoli di discussione sugli accordi di dettaglio;
4. Se sono al corrente, riguardo ai progetti di sussidiarietà, di carenze rilevate dalle autorità bielorusse e, in caso affermativo, se ciò costituisce un problema per lo svolgimento delle adozioni;

Se non ritengano di dover meglio concordare la sussidiarietà verso la Bielorussia, rendendo partecipi gli enti ad un progetto comune, di cui ciascuno di essi e la stessa CAI si faccia parzialmente carico;

Le famiglie propongono che la CAI ed il MAE:

1. 1. organizzino una riunione con gli enti autorizzati, alla presenza del Coordinamento famiglie, allo scopo di acquisire o di organizzare l’acquisizione di informazioni dettagliate sullo stato dell’iter di ciascuna delle pratiche 2004;
1.2. che, a seguire, la CAI svolga un’indagine approfondita sulle problematiche generali e specifiche (es. problemi burocratici –timbri male apposti, ecc.-, problemi con funzionari zelanti in una data Regione,…);
1.3. che, allo scopo, venga anche inviato al piu’ presto a Minsk personale tecnico della CAI, in numero adeguato, per verifiche puntuali e supporto alla soluzione di problematiche specifiche;
1.4. che la CAI ed il MAE svolgano una nuova missione in Bielorussia, col supporto tecnico dei referenti degli enti autorizzati, in tempi compatibili con gli assestamenti a seguito delle elezioni in quel Paese, per affrontare una discussione in termini politici con il Ministro dell’Istruzione, co-firmatario del protocollo;
1.5. che, per ciascuna delle azioni sopra esposte, la CAI ed il MAE prendano l’impegno a riferire, anche per iscritto, al Coordinamento, secondo una tempistica concordata in sede di riunione.
2. 1. si informino adeguatamente e informino famiglie ed enti circa: autorità che ha effettuato il diniego, motivazione fornita, età del minore, Regione di provenienza, provvedimenti presi dall’ente competente, numero dei dinieghi per ente, stato dei ricorsi (se avviati e, se no, perché);
2.2. che la CAI fornisca assistenza legale e burocratica a famiglie ed enti per i necessari ricorsi;
2.3. che si faccia rispettare il superiore interesse dei minori adottandi, qualora siano stati dati in affido a famiglie locali e si imponga che venga rispettato il diritto del minore superiore di anni 10 ad essere ascoltato.
3. si preoccupino urgentemente di attuare il protocollo che loro stessi hanno sottoscritto, e che affrontino da subito con la Bielorussia i temi relativi alla presa in carico delle nuove domande (riapertura immediata del Consolato, chiarimenti su un eventuale numero chiuso come in precedenza, realizzazione della nuova banca dati, far valere i certificati di adottabilità già acquisiti, nuove modalità di attestazione dell’adottabilità all’estero …).
Le famiglie adottanti ritengono che la Bielorussia non possa opporre alcun ostacolo ad aprire questi confronti, dato che se ne occuperebbero altre figure rispetto a quelle, piu’ operative, che gestiscono l’avanzamento delle domande 2004. Acconsentire da subito a tali collaborazioni sarebbe anche interpretabile quale “risarcimento” per il mancato rispetto del limite del 1° marzo.
4. La CAI chiarisca in sede di riunione con gli enti autorizzati (punto 1.1.) eventuali carenze e faccia da raccordo tra le autorità bielorusse e gli enti per lo studio delle modalità piu’ opportune per il superamento delle difficoltà esistenti.

Certi di ottenere la vostra disponibilità a dare corso alle iniziative proposte, porgiamo cordiali saluti.

Le famiglie delegate
per il Coordinamento famiglie adottanti in Bielorussia