Adozioni in Bielorussia
 
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31 marzo 2006

DAL SITO DELLA TRASMISSIONE
"MI MANDA RAI TRE"

 

Riportiamo dal sito della trasmissione
"Mi manda Rai Tre"
La puntata in onda il 24 marzo 2006

TRA ITALIA E BIELORUSSIA IL DRAMMA DELLE ADOZIONI

Sono centinaia le coppie italiane che attendo di poter abbracciare uno dei bambini abbandonati nell’ex Paese sovietico. Ma, nonostante un recente accordo, le pratiche sono bloccate.

Servizio a cura di Monica Pietrangeli e Pablo Rojas
Storie di bambini che hanno due vite: una nel paese d’origine, la Bielorussia; l’altra in Italia, dove da anni vengono ospitati da famiglie che si prendono cura di loro. Sono bambini arrivati nel nostro Paese con soggiorni detti di risanamento ambientale: progetti di ospitalità per coloro che vivono nelle zone coinvolte, nel 1986, dall’incidente nucleare di Chernobyl. Molti di loro provengono da situazioni difficili, non hanno piu’ una famiglia in Bielorussia , vivono in istituto. I periodi trascorsi in Italia per molti di questi bambini rappresentano il miraggio di un futuro diverso. Tra loro e le famiglie che li ospitano nascono legami forti, affetti incondizionati, la cui conseguenza è la decisione, da parte di molte coppie, di intraprendere il percorso lungo e difficile dell’adozione internazionale. Dal 1994 al 2004 le adozioni sono state alcune centinaia, a fronte di 30.000 bambine e bambini che ogni anno vengono ospitati per i soggiorni.
Dal 2004 però, per volontà della Bielorussia, i procedimenti sono fermi. Un nuovo protocollo tra il Paese ex sovietico e l’Italia, siglato nel dicembre scorso, avrebbe dovuto sbloccare la situazione. Ma per ora non e’ cosi’. Ad oggi un solo caso è stato risolto, centinaia sono ancora bloccati nelle maglie della burocrazia.
Presenti nello studio di “Mi Manda RaiTre” moltissime famiglie con un grande desiderio di denunciare la loro difficile condizione. Andrea Vianello ha dato risalto in modo particolare a due storie. La prima è quella della signora Annamaria Cuffaro, ingegnere calabrese, che ha ottenuto, malgrado il suo status di donna single, una sentenza di adozione dal Tribunale dei minori di Catanzaro. Il bambino, ora in un istituto nei pressi di Minsk, le scrive lettere strazianti e ogni giorno spera di potersi ricongiungere con colei che considera la sua unica mamma.
L’altra è una storia emblematica, quella di una coppia di Roma, i signori Carlo e Lori Meoli, che attendono di poter adottare una bambina di 14 anni, che vive in istituto già da 10. A desiderare l’adozione in questo caso anche la loro figlia naturale.
Spiegazioni e prese di posizione positive sono state chieste da Andrea Vianello a Giuseppe Panocchia, Ministro Plenipotenziario del Ministero degli Affari Esteri; Dmitry Yumanov, Console dell’Ambasciata Bielorussa in Italia; Roberta Capponi, Presidente della Commissione Adozioni Internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collegamento telefonico. Tutti gli ospiti si sono dichiarati disponibili a trovare una strada comune, una via positiva auspicabile soprattutto per il bene dei bambini. Ma una soluzione a breve sembra ancora lontana, vista anche la situazione politica difficile che la Bielorussia sta vivendo in questi giorni.