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29 maggio 2006

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE VERSO I DEPUTATI E SENATORI DELLA XV LEGISLATURA

 

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE VERSO I DEPUTATI E SENATORI DELLA XV LEGISLATURA

Vi riportiamo di seguito il testo della e-mail di sensibilizzazione che abbiamo inviato a tutti i nuovi componenti del Parlamento Italiano (Camera e Senato).
Vi invitiamo a rafforzare l’azione del Coordinamento inviando anche voi una e-mail agli stessi destinatari, di cui trovate la lista completa sul nostro sito agli indirizzi http://www.adozionibielorussia.org/004-01Senatori.htm e http://www.adozionibielorussia.org/004-02Deputati.htm .
Utile ed efficace rappresentare nella vostra e-mail la vostra situazione personale ed i motivi dell’urgenza di una soluzione per ciascuno dei bambini che ci sono a cuore.
Le famiglie delegate
Del Coordinamento famiglie adottanti inBielorussia

Egregio Onorevole
(nome del senatore o del deputato)

"QUANDO MI VENITE A PRENDERE?"

è la domanda che ormai da anni ci fanno i nostri figli, i bambini che amiamo, riamati, che la maggior parte di noi frequenta per vari mesi all'anno, e che ci aspettano negli orfanotrofi, nella case famiglia, nelle case in cui vengono ospitati temporaneamente, dove siamo costretti a rispedirli al termine di ogni periodo di risanamento dalle radiazioni di Chernobyl.

Siamo le centinaia di famiglie (genitori, anche singoli, con figli, cugini, nonni...) che, nel rispetto delle normative esistenti, chiedono da tempo di adottare bambini bielorussi, e che si sono riunite nel Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia (sul nostro sito www.adozionibielorussia.org potrà trovare le informazioni su tutte le azioni svolte dal Coordinamento a sostegno della nostra battaglia umanitaria).

Da quasi due anni siamo purtroppo coinvolti in una grave situazione che sta compromettendo la vita dei nostri figli e rendendo la nostra vita un autentico calvario.

Le scriviamo con la certezza che un interessamento diretto del Parlamento italiano abbia un grande valore per imprimere una svolta risolutiva in questa penosa vicenda.

Esponiamo brevemente il problema.

Nell'ottobre 2004 vengono di fatto fermate tutte le procedure di adozione internazionale in corso in Bielorussia, a seguito di un discorso tenuto dal Presidente Lukashenko e della conseguente modifica della normativa bielorussia al riguardo. Restano "sospese" circa 150 procedure già in fase di valutazione in bielorussia. Alcune coppie già in Bielorussia per l'udienza finale in Tribunale, vengono rimandate a casa senza i bambini. Da quel momento anche altre centinaia di coppie italiane che hanno già conferito il mandato agli Enti Autorizzati secondo la normativa italiana, e altre che hanno intenzione di presentarlo nel 2005 vedono bloccato l'iter di presentazione delle proprie domande di adozione riguardanti bambini orfani bielorussi, nella maggioranza dei casi conosciuti durante i soggiorni periodici in Italia, per il risanamento da una vita condotta nei territori contaminati dalla nube di Chernobyl (di cui quest'anno ricorre il 20° anniversario).

Quasi tutti questi bambini e ragazzi hanno ormai superato i 10 anni di età e vivono da anni dell'assistenza statale, in istituti, case famiglia o, qualcuno, presso famiglie bielorusse in affido temporaneo, sorretti solo dalla incrollabile fiducia di venire presto o tardi adottati dai loro papà e mamma italiani. Nel loro futuro non c'è altra possibilità.

Durante la passata legislatura, l'interessamento del Parlamento italiano e la partecipazione diretta della Commissione Parlamentare per l'Infanzia alle trattative ed alle missioni, sfociati poi nella sottoscrizione di un nuovo Protocollo bilaterale tra Italia e Bielorussia, hanno contribuito in maniera significativa alla riapertura della speranza per tutti i nostri bambini.

Il Protocollo bilaterale è stato infine sottoscritto a dicembre 2005, per la Bielorussia, dal Ministro dell'istruzione, Sig. Radkov, e, per l'Italia, dal Ministro Plenipotenziario G. Panocchia del Ministero degli Affari Esteri, e dalla Presidente della Commissione Adozioni Internazionali, Dott.ssa R. Capponi.

Il testo firmato non stabilisce altro che la ripresa delle procedure adottive tra i nostri due Paesi, alla luce delle innovazioni della normativa bielorussa, sostanzialmente più restrittiva, in materia di adozioni internazionali.

E' stato configurato come un accordo preliminare, ed infatti non vi è contenuta alcuna specifica di dettaglio, a meno della generica indicazione della data del 1° marzo 2006 come limite entro il quale il Ministero dell'Istruzione Bielorusso si impegnava, "nei limiti della propria competenza" "ad organizzare" "l'esame di tutte le pratiche pervenute al Centro prima del mese di ottobre 2004 e di quelle giacenti presso il Centro al momento della sottoscrizione del Protocollo, con la ferma intenzione di rispettare i principi fondamentali della Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993, privilegiando il superiore interesse dei minori e tenendo conto dei legami affettivi che si sono instaurati tra i minori bielorussi e i candidati italiani all'adozione".

Ed invece, dal dicembre 2005 ad oggi, non solo non viene rispettata la scadenza del 1° marzo, ma solo una manciata delle 150 adozioni sospese viene portata a termine felicemente; molte adozioni vengono rifiutate sulla base di motivazioni che contrastano con il "superiore interesse dei minori" e non tengono conto dei "legami affettivi che si sono instaurati tra i minori bielorussi e i candidati italiani all'adozione". Non è stato fatto, inoltre, alcun ulteriore passo significativo da parte italiana, né per perfezionare i termini dell'accordo né per consentire che vengano presentate in Bielorussia le domande successive a quelle "sospese", riguardanti comunque bambini e ragazzi che per questa adozione attendono ormai da tanti, troppi anni!

Non vogliamo dilungarci sulla pur penosa esperienza di noi, coppie italiane, che, avendo portato a termine il lungo e faticoso iter che ci ha portato all'acquisizione dell'idoneità all'adozione internazionale (in media durato circa due anni) dal 2004, ci troviamo precluse le condizioni per la prosecuzione delle procedure adottive, senza un fattivo supporto da parte delle nostre istituzioni per vari motivi, non ultimo l’empasse degli ultimi mesi, dovuto alla fase pre- e post-elettorale. Vogliamo sottolineare, invece, che ogni giorno che passa, centinaia di bambini e ragazzi crescono separati dalle famiglie che li hanno prima accolti e poi amati come figli, perdendo per sempre il diritto ad un infanzia "normale" ma, soprattutto, rischiando di vivere un secondo doloroso abbandono nelle loro pur giovanissime esistenze!

Le chiediamo,quindi, di raccogliere il nostro appello e di intervenire in ogni sede e con ogni azione che riterrà opportuna per far sì che sia risolta al più presto questo drammatica situazione che coinvolge centinaia di famiglie italiane e minori bielorussi . In particolare le chiediamo di intervenire per organizzare e realizzare al più presto una missione parlamentare in Bielorussia, e di contribuire alla sensibilizzazione dei nuovi Ministri della Repubblica Italiana per una veloce ripresa del dialogo con le controparti bielorusse, attraverso gli organi istituzionali preposti (la Commissione Adozioni Internazionali e la Direzione generale per gli Italiani all'estero e per le politiche migratorie del Ministero degli Esteri).

Confidiamo nella Sua sensibilità politica e umana e ci mettiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito.

Distinti saluti,
le famiglie delegate del Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia