Adozioni in Bielorussia
 
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30 maggio 2006

LETTERA DEL COORDINAMENTO AL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI MASSIMO D'ALEMA

 

LETTERA DEL COORDINAMENTO AL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI MASSIMO D'ALEMA

 

Al Ministro degli Affari Esteri
On. Massimo D’Alema
fax 06 3691 2006

p.c. Sottosegretario On. Famiano Crucianelli
fax 06 3235828

Roma, 30 maggio 2006

Egregio Ministro,

Le scriviamo in nome delle centinaia di famiglie (genitori, anche singoli, con figli, cugini, nonni) che, nel rispetto delle normative esistenti, chiedono da tempo di adottare bambini bielorussi, e che si sono riunite dall’inizio del 2005 nel Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia.

“QUANDO MI VENITE A PRENDERE?”

E’ la domanda che ormai da anni ci fanno i bambini che amiamo, riamati, che la maggior parte di noi frequenta per vari mesi all'anno, e che ci aspettano negli orfanotrofi, nella case famiglia, dove siamo costretti a rimandarli al termine di ogni periodo di risanamento dalle radiazioni di Chernobyl.

Da quasi due anni siamo purtroppo coinvolti in una grave situazione che sta compromettendo la vita dei nostri figli e rendendo la nostra vita un autentico calvario.

Le scriviamo con la certezza che una forte azione del Ministero degli Esteri sia fondamentale per imprimere una svolta risolutiva in questa penosa vicenda.

Esponiamo brevemente il problema.

Nell’ottobre 2004 vengono di fatto fermate tutte le procedure di adozione internazionale in corso in Bielorussia, a seguito di un discorso tenuto dal Presidente Lukashenko e della conseguente modifica della normativa bielorussia al riguardo.

Restano “sospese” circa 150 procedure già in fase di valutazione in Bielorussia. Alcune coppie già in Bielorussia per l’udienza finale in Tribunale, vengono rimandate a casa senza i bambini.

Da quel momento anche altre centinaia di coppie italiane che hanno già conferito il mandato agli Enti Autorizzati secondo la normativa italiana, e altre che hanno intenzione di presentarlo nel 2005 vedono bloccato l’iter di presentazione delle proprie domande di adozione riguardanti bambini orfani bielorussi, nella maggioranza dei casi conosciuti durante i soggiorni periodici in Italia, per il risanamento da una vita condotta nei territori contaminati dalla nube di Chernobyl (di cui quest’anno ricorre il 20° anniversario).

Quasi tutti questi bambini e ragazzi hanno ormai superato i 10 anni di età e vivono da anni dell’assistenza statale, in istituti, case famiglia o, qualcuno, presso famiglie bielorusse in affido temporaneo, sorretti solo dalla incrollabile fiducia di venire presto o tardi adottati dai loro papà e mamma italiani. Nel loro futuro non c’è altra possibilità.

Durante la passata legislatura, l’interessamento del Parlamento italiano e la partecipazione diretta della Commissione Parlamentare per l’Infanzia alle trattative ed alle missioni, la spinta forte messa in atto dalle famiglie italiane per l’effettuazione di missioni diplomatiche in Bielorussia poi effettuate dal Ministero degli Esteri e dalla Commissione per le adozioni internazionali sono sfociate, seppure con forte ritardo, nella sottoscrizione di un nuovo Protocollo bilaterale tra Italia e Bielorussia.

Il Protocollo bilaterale è stato sottoscritto a dicembre 2005, per la Bielorussia, dal Ministro dell’Istruzione, Sig. Radkov, e, per l’Italia, e dalla Presidente della Commissione Adozioni Internazionali, Dott.ssa R. Capponi e dal Ministro Plenipotenziario Dott. G. Panocchia del Ministero degli Affari Esteri, che ha seguito e segue con attenzione la nostra vicenda insieme al Direttore Generale Dott. Adriano Benedetti.

Il testo firmato non stabilisce altro che la ripresa delle procedure adottive tra i nostri due Paesi, alla luce delle innovazioni della normativa bielorussa, sostanzialmente più restrittiva, in materia di adozioni internazionali.

E’ stato configurato come un accordo preliminare, ed infatti non vi è contenuta alcuna specifica di dettaglio, a meno della generica indicazione della data del 1° marzo 2006 come limite entro il quale il Ministero dell’Istruzione Bielorusso si impegnava, “nei limiti della propria competenza” “ad organizzare” “l’esame di tutte le pratiche pervenute al Centro prima del mese di ottobre 2004 e di quelle giacenti presso il Centro al momento della sottoscrizione del Protocollo, con la ferma intenzione di rispettare i principi fondamentali della Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993, privilegiando il superiore interesse dei minori e tenendo conto dei legami affettivi che si sono instaurati tra i minori bielorussi e i candidati italiani all’adozione”.

Ed invece, dal dicembre 2005 ad oggi, non solo non viene rispettata la scadenza del 1° marzo, ma solo una manciata delle 150 adozioni sospese viene portata a termine felicemente; molte adozioni vengono rifiutate sulla base di motivazioni che a nostro avviso, contrastano con il “superiore interesse dei minori” e non tengono conto dei “legami affettivi che si sono instaurati tra i minori bielorussi e i candidati italiani all’adozione”.

Non è stato fatto, inoltre, alcun ulteriore passo significativo da parte italiana, né per perfezionare i termini dell’accordo né per consentire che vengano presentate in Bielorussia le domande successive a quelle “sospese”, riguardanti comunque bambini e ragazzi che per questa adozione attendono ormai da tanti, troppi anni. Non vogliamo dilungarci sulla pur penosa esperienza di noi, coppie italiane, che, avendo portato a termine il lungo e faticoso iter che ci ha portato all’acquisizione dell’idoneità all’adozione internazionale (in media durato circa due anni), dal 2003/4, ci troviamo precluse le condizioni per la prosecuzione delle procedure adottive. Vogliamo sottolineare, invece, che ogni giorno che passa, centinaia di bambini e ragazzi crescono separati dalle famiglie che li hanno prima accolti e poi amati come figli, perdendo per sempre il diritto ad un infanzia “normale” ma, soprattutto, rischiando di vivere un secondo doloroso abbandono nelle loro pur giovanissime esistenze!

Le chiediamo, quindi, di raccogliere il nostro appello e di intervenire con ogni azione che riterrà opportuna per far sì che sia risolta al più presto questa drammatica situazione che coinvolge centinaia di famiglie italiane e minori bielorussi.

In particolare, Le chiediamo di intervenire per organizzare e realizzare al più presto una missione in Bielorussia, e di concerto con i Ministeri che hanno competenze relative alle adozioni e di realizzare una veloce ripresa del dialogo con le controparti bielorusse.

Sappiamo che questa possibilità di dialogo è fortemente condizionata dallo stato dei rapporti fra l’Unione Europea e la Bielorussia, ma crediamo che, pur in presenza di problemi gravi ed importanti, sia giusto e doveroso cercare in ogni modo di superare vincoli politici e burocratici, a volte frutto di una visione unilaterale della realtà “Bielorussia”, per trovare una soluzione a una emergenza umanitaria che coinvolge circa 600 bambini ai quali viene ancora negata la loro ultima opportunità di avere una famiglia.

Confidiamo a questo riguardo, nella Sua esperienza e nella Sua sensibilità politica e umana,

Auspicando un’azione rapida e incisiva che restituisca a questi bambini il sorriso e la speranza, siamo a chiederLe anche un incontro urgente nel quale poter al più presto rappresentarLe compiutamente le nostre istanze.

Distinti saluti,

Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia

Le famiglie delegate