Adozioni in Bielorussia
 
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15 giugno 2006

LETTERA AL MINISTRO DELLE POLITICHE PER LA FAMIGLIA ROSY BINDI CON DELEGA PER LA COMMISIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI

 

c.a. Ministro della Famiglia
On. Min. Rosy Bindi
fax 06.6779.2986

e, p.c. Presidente del Consiglio dei Ministri,
On. Romano Prodi
fax 06.6779.3543

Oggetto: Ripresa urgente delle attività inerenti la gravissima e perdurante situazione delle mancate adozioni dei bambini bielorussi.

Gentile Ministro,

Ci rivolgiamo a Lei in quanto titolare della delega sulle adozioni internazionali.

Abbiamo la speranza che, letta questa nostra, vorrà confortarci sull’effettiva volontà di riprendere da subito il dialogo precedentemente intrapreso con il precedente Ministro competente in materia.

Scriviamo in nome delle centinaia di famiglie (genitori, anche singoli, con figli, cugini, nonni) che, nel rispetto delle normative esistenti, chiedono da tempo di adottare bambini bielorussi, e che si sono riunite dall’inizio del 2005 nel Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia.

“QUANDO MI VENITE A PRENDERE?”

E’ la domanda che ormai da anni ci fanno i bambini che amiamo, riamati, che la maggior parte di noi frequenta per vari mesi all'anno, e che ci aspettano negli orfanotrofi, nella case famiglia, dove siamo costretti a rimandarli al termine di ogni soggiorno di risanamento dalle radiazioni di Chernobyl.

Da circa due anni siamo purtroppo coinvolti in una grave situazione che sta compromettendo la vita dei nostri figli e rendendo la nostra vita un autentico calvario.

Facciamo parte della schiera di circa 30.000 famiglie italiane che, ogni anno, ospitano per alcuni mesi l’anno uno o più bambini bielorussi, per il risanamento dalle radiazioni.

Siamo i delegati nel dialogo con le Istituzioni italiane di un Coordinamento di centinaia di famiglie di tutta Italia, giunte al termine del lungo percorso per adottare i ragazzi bielorussi ospitati (quasi tutti oltre i 10 anni), che sono soli al mondo e vivono in istituti o case famiglia, perché ci siamo innamorati gli uni degli altri e perché, soprattutto, loro non meritano di essere abbandonati un’altra volta anche da noi.

Lo scorso anno, il Ministro per le Pari Opportunità del precedente Governo ci ha concesso alcuni incontri e si è resa disponibile, nei limiti della politica estera italiana, a far sottoscrivere alla Commissione Adozioni, con il Ministero degli Esteri italiano, un Protocollo bilaterale sulle adozioni tra Italia e Bielorussia, nel dicembre 2005, perché sembrava che quella fosse la richiesta del Governo bielorusso per riprendere a svolgere le adozioni, interrotte nell’ottobre 2004, quando, con alcune sentenze già fissate presso i tribunali, i papà e le mamme sono stati rimandati in Italia all’improvviso senza i loro bambini.

Dal dicembre 2005 però si sono svolte solo 8 adozioni delle circa 150 sospese ad ottobre 2004.

Decine di adozioni sono state rifiutate senza una valida motivazione o non sono andate a buon fine per cause dovute al lungo tempo passato invano.

Le ulteriori domande di adozione, la maggioranza, che per volontà bielorussa di limitarne il numero annuo si sono accumulate negli anni (e i bambini crescono…), sono bloccate in Italia, corredate di tutti i documenti e tradotte, rinnovate di anno in anno, con i costi che ne derivano, presso gli Enti autorizzati a cui, com’è noto, le aspiranti famiglie adottive devono rivolgersi obbligatoriamente.

A noi famiglie non è dato sapere cosa provoca questo stato di cose, né la Commissione Adozioni Internazionali, più volte incontrata e sollecitata, ha il potere di risolvere da sola la questione.

Siamo invece in balia di “soffiate”, “consigli”, “promesse” e “richieste” provenienti da ogni dove, siamo amareggiati, stanchi e profondamente e seriamente preoccupati per la sorte dei “nostri” ragazzi.

Oramai, da pochi giorni, sono quasi tutti tornati in Italia per restare da uno a tre mesi, ma le tensioni internazionali ci rendono sempre più pessimisti. Chissà se, dopo agosto, rivedremo più i loro sorrisi...

Noi crediamo che, pur in presenza di problemi gravi ed importanti, sia giusto e doveroso cercare in ogni modo di superare vincoli politici e burocratici, a volte frutto di una visione unilaterale della realtà “Bielorussia”, per trovare una soluzione a una emergenza umanitaria, che coinvolge circa 600 bambini ai quali viene ancora negata l’ultima opportunità di avere una famiglia.

Siamo in costante contatto anche con dirigenti del Ministero degli Esteri (Dir. Gen. V - Italiani all’estero e politiche migratorie) che seguono con sensibilità l’evoluzione della vicenda, ma siamo anche consapevoli che, senza un’azione rapida e incisiva decisa a livello governativo, presto non sarà più possibile sperare di restituire a questi bambini il sorriso e la speranza.

La preghiamo di non lasciar piu’ passare invano neanche un solo giorno per riprendere ad affrontare la soluzione di questo doloroso argomento.

La fine dell’estate potrebbe essere già troppo tardi per tantissimi bambini col cuore già da tanto tempo per metà italiano.

Siamo disponibili ad un incontro urgente nel quale poter al più presto rappresentarLe compiutamente le nostre istanze.

Sperando in un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia