Adozioni in Bielorussia
 
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20 settembre 2006

INIZIATIVE COORDINAMENTO

 

Iniziative Coordinamento

Chi ha sottratto la bambina bielorussa al suo stesso Paese e da settimane umilia pubblicamente la nostra condizione di genitori altrettanto in pena per i bambini che vivono lontano da noi, oggi ha rifiutato l’ultima mediazione.
Non ci risulta ancora messa in atto alcuna iniziativa giudiziaria nei loro confronti né nei confronti di tutti coloro che si sono resi complici di questo gesto, sostenuto da un clima da giustizialismo da far west e da un’arroganza assolutamente insostenibile per tutti noi.

Siamo preoccupati.
Ma non, come qualcuno dice, per le ripercussioni che l’ultimo gesto di testardaggine potrebbe avere sulle nostre adozioni.
In questo ci sentiamo di concordare con le parole di Guglielmo Ardizzone, Ambasciatore italiano a Minsk, che ha dichiarato che questo avvenimento non dovrebbe avere impatto sui procedimenti adottivi, perché si tratta di due argomenti che non sono e non devono essere collegati tra loro.
Siamo preoccupati per il possibile crollo della credibilità internazionale delle famiglie italiane, siamo preoccupati per come potrebbe essere interpretata la pazienza che le Istituzioni italiane dimostrano nei confronti della coppia di Cogoleto.

Aprendo la televisione, sentendo la radio, leggendo i giornali, chiunque può avere l’impressione che l’Italia intera giustifichi la sottrazione dei minori di altre nazioni, protegga chi lo fa, e che ne vada anche fiera.
Noi abbiamo capito l’esigenza umana di rispondere alla chiamata di un bambino in difficoltà, ma a queste persone abbiamo contestato e contestiamo anche ora, e con maggiore forza, di aver scelto di ignorare la mano che gli veniva tesa sia da parte italiana che bielorussa, e di aver scelto, con la presunzione di restare impuniti, l’illegalità.
Questo gesto danneggia le famiglie italiane che fanno ospitalità di bambini bisognosi, danneggia le famiglie italiane che portano avanti da anni i tortuosi percorsi delle adozioni internazionali, danneggia l’immagine dell’Italia nel mondo e danneggia la stessa povera bambina bielorussa, tirata come una bambola di pezza, che, come in un giudizio salomonico, rischia di venire strappata proprio da quella famiglia che sostiene di fare tutto questo per lei.

Siamo preoccupati per il nostro Paese, ma per questo, scegliamo di non metterci sullo stesso piano di chi lo danneggia, per questo confermiamo la scelta di rivolgerci alle nostre Istituzioni.

Abbiamo avuto l’assicurazione che il Governo italiano, ora che è stata superata la fase di assestamento, ha dato da subito la priorità, tra i problemi da risolvere, alla vicenda delle adozioni in Bielorussa, e se non si fosse verificato questo caso di sottrazione di minore, che ha preceduto tale urgente iniziativa, la diplomazia a quest’ora se ne starebbe già occupando.

Oggi, a colloquio con il Sottosegretario alla Famiglia Acciarini, chiederemo la conferma che le adozioni sospese dei bambini e ragazzi bielorussi siano tuttora La Priorità, perché i bambini che non vorrebbero lasciare le famiglie italiane sono purtroppo tanti, come tanti sono coloro tra noi che, sopprimendo l’istinto di tenerli stretti a sé, ad ogni partenza li presentano in aeroporto e, trattenendo le lacrime, colmano di rassicurazioni questi piccoli pendolari tra le storie e gli affetti di due Stati.

Abbiamo richiesto un’audizione urgente presso la Commissione Affari Sociali in Parlamento; durante l’audizione presenteremo la necessità di avere il sostegno dei rappresentanti del Popolo italiano perché, nell’interesse di tutti i bambini coinvolti, vengano prese urgentemente iniziative, sia per la soluzione del caso di Cogoleto, che per le adozioni dei bambini bielorussi che le attendono da troppi anni.
Noi ce la metteremo tutta, come sempre, per spingere verso azioni positive, desideriamo fortemente una risposta istituzionale risolutiva, ma nel malaugurato caso in cui questa si rivelasse inadeguata o troppo lenta, abbiamo intenzione di non fermarci e di ricorrere a dimostrazioni di forte impatto, che eventualmente coinvolgeranno le centinaia di famiglie adottanti, le migliaia ospitanti e tutto l’intorno in cui, per pochi mesi l’anno, vivono e sono amati i bambini e ragazzi bielorussi.

Vorremo inoltre rendere chiaro che quanto sopra scritto non deve far sentire le famiglie aderenti al Coordinamento come immobilizzate forzatamente nell’attesa di un via libera; ciascuno di noi, nella propria sfera personale e lavorativa, può contribuire a respingere l’attacco delle dis-informazioni deformate e pietistiche di questi giorni. Così come stanno facendo sempre più psicologi ed assistenti sociali, ad esempio (tra gli altri, consultate www.solaris.it), che espongono pareri professionali in merito all’intera vicenda, in modo da riequilibrare lo scempio della verità supportato dai cosiddetti “opinionisti” in modo inesatto, frettoloso e spettacolarizzato.
Così potrebbero prendere posizione pubblicamente avvocati, magistrati, e chiunque possa dare il suo apporto per riportare la discussione intorno all’attuale situazione su un piano accettabile giuridicamente, moralmente e umanamente.

Le famiglie delegate
Del Coordinamento famiglie adottanti in Bielorussia.

Vi segnaliamo l’iniziativa delle Associazioni Cittadini del Mondo e Sardegna Belarus che chiedono la liberazione di Maria ed il ripristino della legalità (www.sardegnabelarus.it)