Adozioni in Bielorussia
 
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26 settembre 2006

CENTINAIA DI PERSONE HANNO PARTECIPATO OGGI, 26 SETTEMBRE, ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DI FRONTE AL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA PER LE PESANTI CONSEGUENZE CAUSATE DALL’EPISODIO DELLA FAMIGLIA LIGURE CHE IN MANIERA ILLEGALE HA DECISO DI TRATTENERE LA PICCOLA

 

INTERPELLANZA DI DEPUTATI SARDI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA E AL MINISTRO DELLA FAMIGLIA

 

IL PRESIDENTE SPISSU HA RICEVUTO UNA DELEGAZIONE DELLE FAMIGLIE SARDE CHE OGNI ANNO OSPITANO I BAMBINI BIELORUSSI: "LIBERARE SUBITO LA PICCOLA MARIA"

 

riportiamo da sito www.sardegnabelarus.it

Centinaia di persone hanno partecipato oggi, 26 settembre, alla manifestazione indetta di fronte al Consiglio Regionale della Sardegna per le pesanti conseguenze causate dall’episodio della famiglia ligure che in maniera illegale ha deciso di trattenere la piccola

26.09.2006 - 20:43

CAGLIARI\ aise\ - Centinaia di persone hanno partecipato oggi, 26 settembre, alla manifestazione indetta di fronte al Consiglio Regionale della Sardegna per le pesanti conseguenze causate dall’episodio della famiglia ligure che in maniera illegale ha deciso di trattenere la piccola bielorussa "Maria", loro ospite nell’ambito del Progetto Chernobyl.(vedi AISE del 14 settembre, h. 16.55)
I manifestanti hanno voluto ribadire che nessuna vera tutela può esistere nel dispregio delle regole, della legalità e delle istituzioni, le migliaia di famiglie sarde accoglienti e quelle in attesa dell’adozione hanno ribadito tutta la loro preoccupazione.
Grande sconcerto hanno causato gli ultimi sviluppi che vedono la diffusione di un video sulla piccola "Maria". "Il video - dichiara Giuseppe Carboni, Presidente dell’Associazione Cittadini del Mondo - non ci ha affatto tranquillizzano ma ci ha allarmato ancora di più, questo "episodio" è veramente sfuggito di mano e sta prendendo le forme di una vera e propria "sottrazione" con tanto di presa di ostaggio, con metodi che ci ricordano scenari medio-orientali e poco consoni ad un paese come l’Italia che ci piace pensare ancora civile. Un tentativo di assumere la patria potestà coatta su una bambina che era semplicemente ospite, con metodi che farebbero perdere la patria potestà sui propri figli di sangue a qualunque genitore naturale".
Le famiglie hanno espresso una preoccupazione doppia in quando se la Bielorussia ha congelato temporaneamente le accoglienze come semplice atto di "legittima difesa", girano invece voci che in Italia, qualcuno ritiene di evitare episodi analoghi proibendo la futura ospitalità di bambini orfani presso le famiglie, colpendo così i bambini e le decine di migliaia di famiglie che hanno agito sempre nel rispetto della legge e senza scorciatoie. Per Carboni: "sarebbe come se, di fronte ad una rapina in banca, al posto di arrestare i rapinatori, si ritenesse di risolvere il problema delle rapine, abolendo le banche".
Cittadini del Mondo ribadisce la necessità che a tutti i bambini bielorussi, sia data la possibilità di usufruire dei percorsi di risanamento in Italia senza distinzione di status giuridico e sociale, "perché il Progetto Chernobyl è prima di tutto un programma di prevenzione sanitaria e scambio culturale che non può conoscere barriere di tale tipo".
Alla manifestazione erano presenti moltissimi amministratori comunali dell’isola, il Presidente della Giunta Provinciale di Cagliari e tantissimo Consiglieri Regionali di tutti gli schieramenti politici. Dai manifestanti un ringraziamento e un appello alle istituzioni sarde: la Sardegna ha avuto la capacità di far fare un salto di qualità importante nei rapporti di solidarietà basati sull’accoglienza dei bambini, attraverso il forte impulso alla cooperazione allo sviluppo decentrato nel campo della formazione professionale con il contributo della LR 19/96, l’adozione a distanza di orfanotrofi, gli intensi scambi culturali e artistici.
Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, Giacomo Spissu, successivamente l’incontro si è avuto con l’Assessore Regionale agli Affari Generali Massimo Dadea a nome della Giunta Regionale, in tutte le sedi è stato dato grande sostegno alle ragioni della solidarietà e dello sviluppo dei rapporti con la Bielorussia contro tutte le illegalità. Anche oggi inoltre è continuata la raccolta delle adesioni al "Progetto Natale 2006" perché Cittadini del Mondo non si arrende al fatto che l’illegalità "possa sconfiggere uno dei più grandi movimenti di solidarietà operante in Italia

Fonte: Agenzia AISE


 

Interpellanza di DEPUTATI SARDI al Ministro della Giustizia e al Ministro della Famiglia

26.09.2006 - 19:18

CAMERA DEI DEPUTATI
-
- Al Minstro della Eamglia On. Rosy Bindi
- Al Ministro di Grazia e Giustizia On.. Clemente Mastella

Interpellanza urgente con richiesta di risposta in Aula
Presentata dai Deputati: Sanna Emanuele, Attili Antonio, Fadda Paolo, Palomba Federico, Satta Antonio, Schirru Amalia

“Sulla drammatica vicenda della bambina bielorussa trattenuta illegalmente in Italia e sulIe pesanti conseguenze che rischia di determinare sui progetti di accoglienza dei bambini bielorussi nel nostro Paese e sul programma di adozioni”.

Considerato che da quasi un mese una coppia di coniugi liguri trattiene illegalmente una bambina bielorussa da loro ospitata nell’ambito del sistema di accoglienza iniziato all’indomani del disastro di Chemohyl.

Ricordato che ogni anno circa 30.000 bambini bielorussi vengono ospitati da altrettante famiglie italiane, provenienti sia da Istituti (Internat) che da famiglie, spesso con storie tragiche alle spalle e un grande vuoto di alletti

Ribadito che i soggiorni dei bambini bielorussi non attribuiscono giuridicamente alcun titolo alle famiglie ospitanti e pertanto le famiglie non sono affidatarie dei piccoli ma solo persone che cedono temporaneamente la propria abitazione a questi soggetti extracomunitari

Rilevato che quello che vorrebbe essere un atto d’amore per una bambina che avrebbe subito maltrattamenti, può tradursi in un gesto di egoismo che rischia di avere conseguenze terribili per i tanti bambini bjelorussi bisognosi di cure, di affetto, d’amore, di una, famiglia che li accolga.

Sottolineato che la Bielorussia non il paese degli orfanotrofi “lager’ come molte famiglie italiane hanno potuto constatare andando a visitare i bambini ivi ospitati., ma anzi proprio in questi istituti trovano quella protezione che non hanno avuto nelle famiglie naturali, dove hanno vissuto condizioni di grave disagio sociale.

Ricordato che gli abusi di cui sarebbe stata vittima la bambina sarebbero una gravissima eccezione e non la regola, non è giusto generalizzare in quanto episodi di violenza avvengono anche nel nostro Paese, sia in famiglia che in strutture scolastiche, e che la Bielorussia è in grado di punire gli eventuali colpevoli e di tutelare la piccola.

Constatato che la Bielorussia. ha dato al nostro paese garanzie, oltre ogni ragionevole dubbio, circa la tutela della bambina, che sarebbe seguita da una equipe medica mista italo-bielorussa e che verrebbe destinata ad alta struttura e che a seguito di tali assicurazioni e garanzie il tribunale dei minori di Genova ha disposto il rientro della, bambina in patria; nonostante tutto i coniugi liguri hanno scelto, con la presunzione di restare impuniti, la via della illegalità, incuranti delle gravi conseguenze che questo gesto rischia di avere nei confronti del sistema dell’accoglienza dei bambini e del programmi a di adozioni.

Ribadito clic sarebbe profondamente sbagliato avallare la prassi che in Italia il sequestro di persona sia una soluzione di fronte al dilungarsi di ‘una procedura adottiva.

Preso atto che come immediata conseguenza la Bielorussia ha disposto il congelamento dei programmi di accoglienza e già nel prossimo natale i bambini non verranno mandati in Italia.
Preoccupati per le pesanti conseguenze che il rifiuto di riconsegnare la bambina al suo Paese può avere per le migliaia di bambini che vengono ospitati, soprattutto per i più deboli e bisognosi di cure quali quelli ospitati negli Istituti e perché il rifiuto di riconsegnare la bambina mette in discussione il valore della legalità e della giustizia, danneggia l’immagine dell’Italia nel mondo ed inoltre rischia di compromettere la difficile opera di ricucitura che il governo italiano sta portando avanti per la concreta attuazione del protocollo d’intesa sulle adozioni

Tutto ciò premesso chiedono di interpellare il Ministro dì Grazia e Giustizia e quello della Famiglia, al fine di conoscere quali provvedimenti intendano mettere in atto al fine di ripristinare la legalità gravemente violata e a difesa dei programmi di accoglienza. c dei procedimenti adottivi.

Roma 25/09/2006

Fonte: Sardegna Belarus


 

Il Presidente Spissu ha ricevuto una delegazione delle famiglie sarde che ogni anno ospitano i bambini bielorussi: "Liberare subito la piccola Maria"

26.09.2006 - 18:34

“Mi adopererò in tutti i modi presso il Governo nazionale affinché il caso della piccola Maria venga risolto quanto prima, anche per tutelare quelle famiglie sarde che ogni anno ospitano nelle proprie case i bambini bielorussi. Sosterrò questa iniziativa con il coinvolgimento dei presidenti dei gruppi consiliari, attivando ogni azione possibile per ripristinare con la Bielorussia relazioni diplomatiche basate sul rispetto e la fiducia reciproca”. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, nel corso di un incontro che si è svolto questa mattina nel palazzo di via Roma con una delegazione dei rappresentanti delle associazioni, del mondo istituzionale e delle famiglie impegnate nei progetti di ospitalità dei bambini bielorussi nell’isola.
Il Presidente Spissu ha censurato il comportamento della famiglia ligure che ha deciso di trattenere la piccola Maria in Italia, sottraendola di fatto al controllo del-le autorità locali: “E’ un’azione – ha sottolineato Spissu - che può avere gravi ripercussioni per il futuro. In Italia ci sono delle regole e nessuno può ergersi autonomamente a giudice, per di più sequestrando una bambina, per dirimere que-stioni che riguardano in primis i soggetti istituzionali. La reazione della Bielorus-sia è più che giustificata: così si mette in dubbio la fiducia che centinaia di famiglie si sono guadagnate nel tempo. La Sardegna non può certo stare a guardare. La nostra regione, come ben sanno gli amici bielorussi, è tra le prime nel campo della cooperazione allo sviluppo e dei progetti di solidarietà. Questa fiducia reciproca – ha concluso il Presidente dell’Assemblea legislativa - non può essere compromessa. È ora che la famiglia ligure restituisca Maria a chi di dovere, per attivare nei suoi confronti tutte le azioni di protezione sociale di cui la piccola ha certamente bisogno”.


Fonte: Sito Ufficiale del Consiglio Regionale della Sardegna