Adozioni in Bielorussia
 
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9 novembre 2006

COMUNICATO DELLE FAMIGLIE ADOTTANTI IN BIELORUSSIA IN OCCASIONE DELL'INVITO DELLE AUTORITA' BIELORUSSE PER UNA NUOVA MISSIONE ITALIANA IN BIELORUSSIA

 

 

 

ALLA VIGILIA DEGLI INCONTRI DI MINSK, LE FAMIGLIE ITALIANE ADOTTANTI IN BIELORUSSIA INVOCANO CON FORZA LE ADOZIONI DEI BAMBINI E RAGAZZI ORFANI E CHIEDONO UN NATALE IN ITALIA ANCHE PER LORO.

Nella settimana del 20 novembre 2006 Italia e Bielorussia torneranno finalmente a discutere del futuro di tutti i bambini che attendono di essere adottati da famiglie italiane.

L'annuncio ci e' stato dato a coronamento di settimane di lavoro preparatorio e di fitte consultazioni tra tutte la parti in causa, italiane e bielorusse, in cui i tre Ministeri italiani coinvolti (Esteri, Famiglia e Solidarieta' Sociale) hanno dimostrato un'encomiabile unanimita' ed impegno.

Accogliamo questa notizia con grande entusiasmo e con fiducia in un imminente esito positivo.

Noi, che da tanti anni sosteniamo instancabilmente la difficile crescita di ciascuno di questi bambini e ragazzi, ora piu' che mai, vogliamo ribadire che in questi anni gli affetti e le aspettative sono cresciute con loro e sono diventate, ormai, irrinunciabili.

Per questo siamo certi che, finalmente, si trovera' una via d'uscita alla terribile morsa psicologica che ancora intrappola le speranze e le aspirazioni dei piccoli (anche se intanto sono cresciuti e qualcuno e' arrivato a sfiorare la maggiore eta'!) che ci sono tanto a cuore.

Nonostante in Bielorussia sia stata cancellata la banca dati dei minori adottabili e la nuova normativa sulle adozioni preveda di ripartire da zero, in questi anni non si e' potuto azzerare l'affetto tra i bambini e le famiglie italiane nelle quali sono stati accolti e che, in molti casi per la prima volta, sono diventate la ''propria'' nuova famiglia.

Una famiglia e' straniera solo secondo la logica della burocrazia, perche' l'amore di una famiglia non conosce confini e questo i "nostri" bambini lo hanno percepito da subito e continueranno a tenerlo nella mente e nel cuore per il resto della loro vita.

Tutti quei bambini che risultavano "adottabili" fino al 2004 e che, per questo motivo, hanno creduto con gioia di poter entrare a far parte delle nostre famiglie, chiedono a gran voce che non passi altro tempo.

E' necessario che si attui una sanatoria rispetto alle pratiche ferme in Bielorussia e in Italia da oltre due anni, passati nell'attesa, in un'altalena di speranze e di delusioni.

Ed e' fondamentale che ogni decisione al riguardo sia presa rispettando il desiderio profondo che ciascuno di questi bambini e ragazzi porta nel cuore:
quello di poter continuare a crescere all'interno della famiglia che sente come propria, con la quale gia' da tempo sussistono forti ed innegabili legami affettivi, piuttosto che in ossequio a procedure burocratiche e dettami teorici.

Chiediamo soprattutto che finisca questo inaccettabile calvario inflitto a tante creature innocenti che nella loro vita hanno gia' patito abbastanza.
Per i loro cuori, le nostre famiglie sono di fatto il completamento del recupero (dall'abbandono, dalla fame e dai pericoli) che lo Stato bielorusso ha iniziato, ponendoli in istituti e case famiglia.

Questi bambini e ragazzi non devono subire un altro abbandono affettivo!

Danneggerebbe in modo irreparabile la loro futura identita' di donne e di uomini. Le stesse societa' civili bielorussa e italiana perderebbero molto.

Noi sappiamo, perche' li conosciamo bene, che ciascuno di questi bambini e ragazzi ha in se' una grande riserva di esperienza di vita e la volonta' di realizzarsi come persone consapevoli ed utili alla collettivita', se solo oggi gli venisse offerta l'opportunita' di continuare a credere nel mondo degli adulti.

Per non dire che un esito negativo, al termine di questo ultimo tentativo di ricucitura, danneggerebbe irrimediabilmente il ventennale rapporto di amicizia dei nostri popoli, finora fondato sulla solidarieta', sul rispetto e sulla fiducia reciproci.

Ribadiamo, quindi, l'urgenza di portare a compimento le adozioni delle poche centinaia di bambini e ragazzi che da innumerevoli anni chiedono di essere adottati dalle nostre famiglie.

Chiediamo inoltre che in Bielorussia si realizzi la prevista nuova banca dati dei minori adottabili, per rimuovere quelle ambiguita' che hanno generato in questi due anni e genereranno ancora sofferenze inaccettabili ed inutili a tanti altri bambini bielorussi.

Poiche' tanti bambini che vivono in Bielorussia nell'assenza di una famiglia, traggono un enorme conforto dall'accoglienza offerta gratuitamente dalle famiglie italiane, siamo convinti che, in presenza di accordi seri e di certezze sulla adottabilita' o meno dei bambini, non vi saranno mai piu' equivoci tra bambini bielorussi e famiglie italiane accoglienti.

Nel caso di non adottabilita' di un bambino, si creera' lo stesso un legame affettivo ma non sara' viziato da false aspettative.

Questo legame arricchira', invece, le vite dei bambini e orientera' lo slancio di generosita' delle famiglie italiane verso forme di sostegno diverse dall'adozione, come gia' ora avviene per la stragrande maggioranza dei bambini accolti in Italia.

Questo legame, nei fatti, rafforzera' e dara' continuita' alla conoscenza e allo scambio culturale e sociale tra le due Societa'.

Per questo motivo chiediamo anche che gli accordi presi tra la delegazione italiana e quella bielorussa portino, da subito, alla ripresa dei soggiorni terapeutici in Italia anche per i bambini che in Bielorussia vivono in istituto ed in casa famiglia, senza discriminazioni proprio verso coloro che piu' soffrirebbero della mancanza di calore e protezione da parte delle famiglie italiane che li accolgono e li sostengono.

Per loro chiediamo di cancellare la disposizione bielorussa di natura preventiva che non fara' loro passare il Natale, come d'abitudine, nelle nostre case.

Siamo disponibili a dare tutte le garanzie che le due delegazioni stabiliranno, in presenza di certezze e di regole su accoglienze ed adozioni, a reale tutela dei bambini e ragazzi, se rispettate da entrambi i Paesi, perche' nessuna famiglia scelga piu' di decidere da sola del destino di un bambino ospitato.

Sulla base di regole chiare e certe si potranno proseguire e sviluppare quei progetti di solidarieta' che da vent'anni le famiglie italiane realizzano in Bielorussia con le associazioni di accoglienza e a cui noi stessi non vogliamo rinunciare.

Dopo l'adozione, siamo ben consapevoli che mai verra' meno il legame che gia' esiste tra le nostre nuove famiglie e la Bielorussia.

Ci impegniamo ad onorare puntualmente le dichiarazioni rese con la domanda di adozione, fornendo le relazioni periodiche sulle condizioni di vita dei bambini adottati e mantenendo i legami culturali ed affettivi con la Bielorussia, il loro Paese di nascita.

E ci impegniamo a farlo nel rispetto della parola data e nell'interesse di tutti i bambini, anche di quelli che potranno essere adottati o soltanto ospitati dopo i nostri.

Roma, 19 novembre 2006

Le famiglie italiane adottanti in Bielorussia.
Coordinamento delle famiglie adottanti in Bielorussia

 

 


SHORTLY BEFORE MINSK'MEETING, ITALIAN FAMILIES WHO ARE WAITING TO ADOPT BELARUSIAN CHILDREN STRONGLY INVOKE ORPHAN'S ADOPTIONS AND ASK FOR ANOTHER CHRISTMAS IN ITALY ALSO FOR THEM.

In the incoming week (20 november 2006) Italy and Belarus will finally discuss again about the future of all children waiting to be adopted from italian families.

We got the announcement after weeks of preparatory work and lots of consultations among anyone, italian and belarusian, having a hand in the matter, during which the three italian Ministries (Foreign Affairs, Family and Social Solidarity) showed a praiseworthy unanimity and commitment.

We welcome this news with great enthusiasm and trust in an imminent and positive outcome.

We, who, since years, indefatigably support the difficult growth of each of these little children and young men and women, now, more than ever, we want to confirm that, through these years, love and expectations are grown with them and they cannot give them up, now.

That's why we're sure that, finally, there will be a way out of this awful psychological vice, which still traps the hopes and the aims of the little ones (but in the meanwhile they're grown up and some of them is almost an adult) we love so much.

Although in Belarus has been erased the data base of adoptable children and the new belarusian law lay down to set out again from the start, in these years it hasn't been cancelled the love between children and italian families in which they've been welcomed and which, in many cases for the first time, became their first new family.

A family is foreign only for the bureaucracy, because the love of a family doesn't know frontiers and ''our'' children know this from the beginning and will go on keeping it in mind for the rest of their lives.

All those children who were resulting in the list of adoptable ones until 2004 and, for this reason, had believed with joy that they could become part of our families, they're claiming loud not to let other time go by.

It is necessary to make an act of indemnity to the dossiers pending in Belarus for more than two years now, passed by waiting among hopes and disappointments.

And it is fundamental that every decision on the matter will be taken with respect for the strong hopes which every child and young man and woman carry into the heart: to live and grow into that family which he or her feel like its own, with which, for a long time, exist strong and undeniable links of affection. Respect for the hopes, more than respect for bureaucratic procedures and theorics dictates.

We ask, above all, the end of this unaccettable torment, inflicted to many innocent creatures which have been already suffering enough.
For their hearts, our families are, in the facts, the completion of the recovery (from disertions, from hunger, from dangers) which belarusian State had begun, taking them into orfanages and family-houses.

These little children and young men and women don't have to suffer another affective desertion!

It will damage in a irreparable way their future identity of women and men. The belarusian and italian civil societies will be damaged a lot, too.

We know, because we know them well, that each of these children and young men and women has inside a great supply of experience of life and the will to come true as conscious people and to be useful to the community, if only today it would be offered to them the opportunity to go on believing in the world of grown ups.

And what to say about a negative outcome, at the end of this last attempt of a reconciliation? It would damage irreparably the twenty-years long friendshipness between the people of our two States, until now based on solidarity, respect and mutual trust.

We so confirm the urgency to complete the adoptions of the few hundreds of little children and young men and women who, since countless years ask to be adopted from our families.

We also ask that Belarus carry out the foreseen new data base of adoptable children, to remove those ambiguities which had produced in these two years and will produce again unaccetable and unuseful suffering to many other belarusian children.

Because many children, who live in Belarus without a family, get an enormous consolation from been hosted gratuitously into italian families, we are convinced that, in presence of serious agreements and certainties about adoptability of children, there won't be ever more misunderstandings between belarusian children and hosting italian families.

In case of non-adoptable child, it will set up the same an affective link, but it won't be distorted by false expectations.

This link will enrich, instead, children's lives and it will direct the generosity of italian families towards ways of support different from adoptions, as it already happens for the most of children hosted in Italy.

This link, in the facts, will make stronger and will give continuity to the knowledge and cultural exchange between the two societies.

For this reason we also ask that the agreements that will be taken between the italian and the belarusian delegation will take, right now, to the resumption of the therapeutic staying in Italy also for children who in Belarus live into orphanages and family-houses, without discriminations just towards those who will suffer more from the lack of warm and protection by the italian families which host and sustain them.

For them we ask to erase the belarusian preventive disposition which won't let them spend Christmas, as usual before, in our homes.

We are disposed to give any guarantees that the two delegations will establish, in presence of certainties and rules on hostings and adoptions, for a real tutelage of children and young men and women, if respected by both Countries, so that no other family could choose anymore to decide by itself the destiny of a hosted child.

By basing on clear and certain rules, could be contined and developed those solidarity plans that for twenty years italian families carry out in Belarus with the associations which organize hostings and which we also don't want to give up.

After adoption, we are conscious that the linK that already exists between our new families and Belarus will never end.

We are disposed to respect regularly the declarations given into the adoption application, giving the periodic reports on life condition of adopted children and keeping the cultural and affective links with belarus, their native Country.

And we're disposed to do it in respect of the given word and in the interest of all the children, also of those who could be adopted or only hosted after ours.

Rome, 20 november 2006

The italian families adopting children in Belarus
Coordinamento delle famiglie adottanti in Bielorussia
www.adozionibielorussia.org