Adozioni in Bielorussia
 
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22 marzo 2007

AUDIZIONE DEL COORDINAMENTO FAMIGLIE ADOTTANTI IN BIELORUSSIA PRESSO LA BICAMERALE PER L'INFANZIA

 

dal sito della Commisione Bicamerale per l'infanzia

AUDIZIONE DEL COORDINAMENTO FAMIGLIE ADOTTANTI IN BIELORUSSIA PRESSO LA BICAMERALE PER L'INFANZIA

Seguito dell'indagine conoscitiva in materia di adozione, affidamento familiare e sostegno a distanza: audizione di rappresentanti di Associazioni di famiglie adottanti, adottive e affidatarie.

 

COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INFANZIA

Giovedì 22 marzo 2007

11a seduta

Presidenza della presidente

Anna Maria SERAFINI

La seduta inizia alle ore 13,45.

Intervengono, ai sensi
dell'articolo 48 del Regolamento del Senato, per l'Associazione
nazionale famiglie adottive e affidatarie, Alfrida Tonizzo e Paolo
Rastanti; per Genitori si diventa-Onlus, Antonio Fatigati, Anna
Guerrieri e Fabrizia Lipani; per il Coordinamento Amici dell'adozione,
Marco Cappellari, Aurelio Campigli e Mirabella Parisi; per il Gruppo
Famiglie Castelfranco Veneto, Lucia Civiero e Renza Ferello; per il
Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia, Francesco Mennillo,
Federico Marinageli, Giovanni Scibilia e Carlo Meoli; per il Comitato
Bambini sotto la neve, Alberto Gusmeroli e Ciro Favatà; per il Comitato
nazionale Le Coppie di Chiara, Angela Morgante.

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI

La PRESIDENTE comunica che è
stata avanzata la richiesta di attivare l'impianto audiovisivo, ai
sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, e avverte
che, ove la Commissione convenga sull'utilizzazione di tale forma di
pubblicità per la procedura informativa all'ordine del giorno, il
Presidente del Senato ha già preventivamente fatto conoscere il proprio
assenso. La pubblicità dei lavori sarà inoltre assicurata dalla
pubblicazione del resoconto stenografico.

Non facendosi osservazioni, la
forma di pubblicità di cui all'articolo 33, comma 4, del Regolamento
del Senato, è adottata per il prosieguo dei lavori.

 

Prosegue l'indagine conoscitiva sospesa al termine della seduta di martedì 13 marzo 2007.

La PRESIDENTE ringrazia i rappresentanti delle famiglie presenti e introduce i temi oggetto dell'audizione.

La signora TONIZZO, in
rappresentanza dell'Associazione nazionale famiglie adottive e
affidatarie, auspica la realizzazione di un piano straordinario per il
diritto di ogni minore a crescere in famiglia e per il reale
superamento del ricovero in istituto, che preveda la definizione da
parte dello Stato dei livelli essenziali di assistenza, ai sensi
dell'articolo 117 della Costituzione, la piena attuazione del diritto
ad usufruire dei congedi parentali obbligatori e facoltativi da parte
dei genitori adottivi e affidatari, l'entrata in vigore del nuovo
procedimento per l'accertamento dello stato di adottabilità dei minori,
nonché l'attivazione da parte del Ministero della giustizia di una
banca dati dei minori dichiarati adottabili e degli aspiranti genitori
adottivi. Per quanto riguarda l'affidamento familiare, esprime
contrarietà ad ipotesi di "affidi professionali" ad associazioni o enti
nonché alla cosiddetta "adozione "mite" che rischia di sottrarre i
figli alle famiglie in difficoltà e di pregiudicare lo sviluppo
dell'affido.

Il dottor FATIGATI, in rappresentanza di Genitori si diventa-Onlus, rileva che l'adozione deve rappresentare l'ultima ratio
per il minore e che è quindi necessario dare priorità all'aiuto alle
famiglie in difficoltà, supportare i genitori nel loro ruolo, favorire
l'affido e le comunità nelle qui i minori possano trovare
temporaneamente accoglienza e assistenza. In merito all'adozione
nazionale, rileva l'importanza di valorizzare maggiormente la fase di
preparazione delle coppie, attraverso un percorso pre-adottivo con
operatori esperti finalizzato a far comprendere le difficoltà, i
problemi le criticità della scelta intrapresa, nonché di prevedere una
rete di ascolto e di aiuto per la fase post-adozione, per intervenire
ai minimi segnali di disagio. Per quanto riguarda l'adozione
internazionale, ritiene importante avviare trattative bilaterali con
tutti i Paesi che non hanno ratificato la Convenzione dell'Aja per
poter avere garanzie sulle modalità degli abbinamenti, ed esprime
perplessità riguardo la tendenza da parte degli enti autorizzati a
indurre le coppie ad accettare bambini di età più grande di quella
desiderata, perché questa forzatura è spesso alla base dei fallimenti
di molte adozioni. Ritiene infine indispensabile informare e preparare
gli operatori scolastici sulle specificità della famiglia adottiva, per
garantire un sereno inserimento dei bambini adottati.

Il dottor CAPPELLARI, del
Coordinamento Amici dell'Adozione, rileva che in Italia è ancora forte
il "mito" della famiglia di origine, che impedisce l'adozione di
moltissimi bambini e ragazzi. In relazione all'adozione nazionale,
manifesta la necessità di addivenire ad una anagrafe dei minori
adottabili e degli aspiranti genitori mentre, riguardo le adozioni
internazionali, fa presente la necessità di un rafforzamento della
Commissione per le adozioni internazionali, un maggiore coinvolgimento
del Ministero degli affari esteri nel campo delle adozioni, la
riduzione dei tempi per l'istruttoria adottiva. Rivolge infine un
appello perché sia data soluzione positiva alle pratiche pendenti in
alcuni Paesi quali la Romania e la Bulgaria dove migliaia di bambini
attendono una famiglia che li accolga.

La signora CIVIERO precisa che il
Gruppo Famiglie Castelfranco Veneto lavora sin dal 1997 al progetto di
accoglienza di bambini bielorussi, progetto nato inizialmente per
garantire un soggiorno a scopo terapeutico e venutosi progressivamente
connotandosi da finalità sociali. Fa presente che nessuna famiglia ha
mai inteso l'accoglienza prestata come una scorciatoia per giungere
all'adozione di questi bambini e che il progetto ha assunto proporzioni
che non si limitano ormai alla semplice accoglienza, ma allo sviluppo
di progetti di aiuto e di cooperazione nei confronti dei servizi
sociali del Paese di provenienza dei bambini. A nome del Gruppo chiede
che possano essere snellite le pratiche per i soggiorni di risanamento
e che per superare la situazione di stallo creatasi in Bielorussia, si
distinguano chiaramente, i profili relativi all'accoglienza da quelli
che riguardano le adozioni.

Il signor MENNILLO,
rappresentante del Coordinamento Famiglie adottanti in Bielorussia,
sottolinea la drammatica situazione di incertezza in cui si trovano le
coppie italiane e i bambini e i ragazzi bielorussi che hanno visto
bloccata la loro pratica adottiva. Auspica che la recente missione di
una delegazione governativa italiana in Bielorussia possa consentire di
trovare una soluzione positiva e chiede che ogni decisione sia presa
rispettando il desiderio profondo di questi bambini e ragazzi a
crescere all'interno della famiglia italiana che ormai sentono come
propria e con la quale sussistono da anni legami affettivi.

Il signor GUSMEROLI ricorda che
il Comitato Bambini sotto la neve è nato nel gennaio 2006
dall'iniziativa di 23 coppie che si sono trovate nella condizione di
non poter concludere l'iter
adottivo a causa della revoca dell'autorizzazione all'ente "Chiara" da
parte della Commissione per le adozioni internazionali. Grazie
all'intervento dell'onorevole Bolognesi, la Commissione per le adozioni
ha preso in carico le coppie e ha portato felicemente a termine gran
parte delle pratiche. Alla luce di questa esperienza, sottolinea
l'importanza di potenziare la Commissione per le adozioni
internazionali, alla quale la legge già attribuisce importantissime
funzioni che spesso non possono essere svolte per carenza di adeguato
personale e di strutture, di sburocratizzare e uniformare le procedure
presso i Tribunali, di indurre i piccoli enti a consorziarsi o a almeno
a creare un raccordo tra di loro.

Prende quindi la parola la
signora MORGANTE, in rappresentanza del Comitato Le Coppie di Chiara,
anch'esso nato dopo la cancellazione dall'albo dell'Associazione
Chiara. Sulla base dell'esperienza acquisita fa presente la necessità
che siano codificate dettagliatamente le sanzioni per gli enti e che la
revoca di un ente sia preceduta dall'individuazione delle soluzioni più
adeguate per evitare il blocco dei percorsi adottivi delle coppie.
Rileva inoltre l'opportunità di prevedere, sia nella fase pre-adottiva
che in quella post-adottiva, la figura del tutor della coppia
e chiede che siano destinati fondi a favore delle coppie per sostenere
almeno le spese necessarie per istruire la pratica all'estero.

Per il Coordinamento Amici
dell'adozione prende infine la parola Mirabella PARISI, che racconta la
sua esperienza di ragazza nata in Romania e adottata da una famiglia
italiana e chiede con forza di superare gli ostacoli burocratici e di
accelerare i tempi delle adozioni per impedire che bambini senza
famiglia crescano nella sofferenza e nell'abbandono per troppi anni, in
attesa di chi li possa accogliere e amare.

La PRESIDENTE, dopo aver svolto
alcune considerazioni conclusive, ringrazia sentitamente tutti gli
intervenuti e dichiara conclusa l'audizione. Rinvia indi il seguito
dell'indagine conoscitiva ad altra seduta.

La seduta termina alle ore 15,10.

 

Il testo completo dell'intervento

Al Presidente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia

Sen. Anna Maria Serafini


On. Presidente,

chi Le parla rappresenta le famiglie in attesa di adozione che si battono ormai da troppi anni perché i bambini bielorussi, che ospitiamo da ancora più tempo, possano realizzare il desiderio di potersi ricongiungere a noi e venire a vivere definitivamente in Italia, in quelle che considerano ormai le proprie, uniche, famiglie.

C’è chi pensa che la circostanza che questi bambini siano bielorussi e queste famiglie siano italiane faccia una grande differenza, che sia un ostacolo insormontabile.

Così in queste ore Italia e Bielorussia sono finalmente tornate a discutere del futuro di tutti i bambini che attendono di essere adottati da famiglie italiane.

Noi, che da tanti anni sosteniamo instancabilmente la difficile crescita di ciascuno di questi bambini e ragazzi, vogliamo ribadire che in questi anni gli affetti e le aspettative sono cresciute con loro e sono diventate, ormai, irrinunciabili.

Per questo crediamo che si debba trovare urgentemente una via d'uscita alla terribile morsa psicologica che ancora intrappola le speranze e le aspirazioni dei piccoli (che intanto sono cresciuti e qualcuno e' arrivato a sfiorare la maggiore età!) che ci stanno tanto a cuore.

Nonostante in Bielorussia sia stata cancellata la banca dati dei minori adottabili e la nuova normativa sulle adozioni preveda di ripartire da zero, non si potrà mai azzerare l'affetto tra i bambini e le famiglie italiane che li hanno accolti. Famiglie che possono essere chiamare “straniere” solo secondo la logica della burocrazia, perché l'amore di una famiglia non conosce confini e questo i bambini lo hanno percepito da subito e continueranno a tenerlo nella mente e nel cuore per il resto della loro vita.

Tutti quei bambini e ragazzi che risultavano "adottabili" fin dal 2004 e che, per questo motivo, hanno creduto con gioia di poter entrare a far parte delle nostre famiglie, chiedono a gran voce che non passi altro tempo.

E' necessario che si attui una sanatoria rispetto alle pratiche ferme in Bielorussia e in Italia da quasi tre anni, passati nell'attesa, in un'altalena di speranze e di delusioni.
Ribadiamo, quindi, l'urgenza di portare a compimento le adozioni delle poche centinaia di bambini e ragazzi che da anni chiedono di essere adottati dalle nostre famiglie.

Ed è fondamentale che ogni decisione al riguardo sia presa rispettando il desiderio profondo che ciascuno di questi bambini e ragazzi porta nel cuore: quello di poter continuare a crescere all'interno della famiglia che sentono come propria, con la quale già da anni sussistono forti ed innegabili legami affettivi; quello che le proprie ragioni del cuore non siano pesate con il metro delle procedure burocratiche e delle convenienze politiche.

Chiediamo l'intervento della Commissione da Lei presieduta soprattutto perché finisca questo stato di incertezza subìto da tante creature innocenti che nella loro vita hanno già patito abbastanza.
Per i loro cuori, le nostre famiglie sono di fatto il completamento del recupero (dall'abbandono, dalla fame e dai pericoli) che lo Stato bielorusso ha iniziato, ponendoli in istituti e case famiglia.

Questi bambini e ragazzi non devono subire un altro abbandono affettivo, che danneggerebbe in modo irreparabile la loro futura identità di donne e di uomini.

Senza contare che un esito negativo, al termine di questo ultimo tentativo di ricucitura, rischierebbe di danneggiare irrimediabilmente il ventennale rapporto di amicizia tra il popolo italiano e quello bielorusso, finora fondato sulla solidarietà, sul rispetto e sulla fiducia reciproci.

Noi crediamo che l’esistenza di regole chiare e certe – che anch’esse costituiscono l’asse portante della legalità - orienterà in futuro lo slancio di generosità delle famiglie italiane verso forme di sostegno diverse dall'adozione, come già ora avviene per la stragrande maggioranza dei bambini accolti in Italia, rafforzando e sostenendo la conoscenza e lo scambio culturale e sociale tra i nostri due Paesi; si potranno così proseguire e sviluppare quei progetti di solidarietà che da vent'anni le famiglie italiane realizzano in Bielorussia con le associazioni di accoglienza e a cui noi stessi non vogliamo rinunciare.

Chiediamo a lei, On. Presidente, di accogliere la richiesta che noi famiglie italiane le facciamo a nome dei bambini bielorussi in attesa di adozione da ormai troppo tempo e di attivare tutti gli strumenti di cui dispone affinché queste adozioni siano portate a termine nel più breve tempo possibile.

Le chiediamo inoltre di porre le nostre richieste all’attenzione del Vice Presidente della Commissione Europea, On.le Franco Frattini, affinché nel suo ruolo in sede Europea possa contribuire attivamente, in collaborazione con le azioni del nostro Governo e del Parlamento Italiano, per la realizzazione delle speranze di tanti bambini bielorussi, evitando così una situazione, già purtroppo sperimentata per la Romania, di danno grave e irreparabile a carico di minori che non hanno nessuna colpa.

Chiediamo, in una parola, che la Commissione da Lei presieduta si adoperi affinché si realizzi il sogno di questi bambini che potranno così aiutarci a costruire un futuro migliore per tutti, perché saranno testimoni che la speranza e la fratellanza tra i popoli possono essere sempre coltivate.

La ringraziamo per tutto quello che potrà fare.


Roma, 22 marzo 2007

Coordinamento delle famiglie adottanti in Bielorussia