Adozioni in Bielorussia
 
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21 Agosto 2007

Lettera di richiesta di incontro congiunto ai ministri italiani e raccolta firme

 

Ministro degli Affari Esteri
On. Massimo D’Alema
Fax 06 3691 2006 - 06 3222850

Ministro delle politiche per la Famiglia
On. Rosy Bindi
Fax 06 6779 2986

Ministro per la Solidarietà Sociale
On. Paolo Ferrero
Fax 06 3675 4031

Ministro per la Giustizia
On. Clemente Mastella
Fax 06 68852349

Sottosegretario
Ministero degli Affari Esteri
On. Famiano Crucianelli
Fax 06 3235828

Sottosegretario
Ministero per la Solidarietà Sociale
On. Cristina De Luca
Fax 06 3675 4031

Direttore Generale
Ministero degli Affari Esteri
Amb. Adriano Benedetti
Fax 06 3691 6071

Capo di gabinetto
Ministero delle politiche per la Famiglia
Cons. Daniele Cabras
Fax 06 6779 2986

Commissione Adozioni Internazionali
Presidente Dr.ssa Roberta Capponi
Fax 06 6779 2165

Ministro Plenipotenziario
Ministero degli Affari Esteri
Dr.ssa Vincenza Lo Monaco
Fax 06 3691 6071

e.pc Commissione Bicamerale
per l’Infanzia
Sen. Anna Serafini
06 67609925

Ambasciata della Repubblica
di Bielorussia in Italia
Fax 06 8200 2309

OGGETTO: ADOZIONI IN BIELORUSSIA - RICHIESTA URGENTE DI INCONTRO CONGIUNTO

A cinque mesi dalla firma del nuovo protocollo per le adozioni internazionali tra Italia e Bielorussia nulla è accaduto. Da parte bielorussa il documento sottoscritto è rimasto completamente disatteso. Secondo gli accordi erano state ripresentate dall’Italia le pratiche considerate riesaminabili tra quelle presenti al Centro Nazionale Adozioni di Minsk nell’ottobre 2004 e ne risultavano approvate 33 dal Consiglio Nazionale in Bielorussia.

Le Istituzioni bielorusse solo su precisa richiesta da parte italiana, negando l’evidenza e la logica degli accordi, hanno affermato che soltanto 3 pratiche erano state realmente approvate dal Ministro dell’istruzione On. Radkov e che tutte le dichiarazioni bielorusse fatte durante gli incontri congiunti erano state fraintese.

Le famiglie italiane, inoltre, segnalano enormi difficoltà anche per quanto riguarda le nuove pratiche depositate in Bielorussia secondo il nuovo regolamento per le adozioni internazionali, cui fa riferimento il medesimo protocollo. Le nuove richieste riguardano circa 450 pratiche. Nessuna ha compiuto positivamente il proprio iter nonostante le tempistiche previste dallo stesso regolamento.

Il Protocollo prevede la costituzione di una Commissione paritetica, composta da rappresentanti delle istituzioni bielorusse e italiane, per analizzare gli eventuali malfunzionamenti o incomprensioni derivanti da diverse interpretazioni delle pratiche con lo scopo di risolvere i problemi reali nell’ottica del superiore interesse dei minori.

L’Italia ha chiesto la convocazione di tale Commissione il 14 giugno scorso e la richiesta è stata, con incomprensibile carenza di cortesia e diplomazia, completamente ignorata.

È sempre più evidente che anche il nuovo regolamento bielorusso per le adozioni internazionali sia stato stilato solo per gettare fumo negli occhi e per fiaccare la volontà e la determinazione delle famiglie italiane inducendole a rinunciare ai progetti adottivi attraverso estenuanti ricerche di pareri e/o parenti che mai si sono interessati ai bambini. Tutto questo in spregio dei diritti dei minori e aggravando comunque le spese per le famiglie italiane le quali “possono sempre e comunque fare ricorso”. Ad libitum ma pagando sempre.

Nessuno sembra tenere conto del tempo che trascorre per questi bambini che da oltre cinque anni vivono sospesi in internato pur avendo fortissimi legami affettivi soltanto con le famiglie che desiderano adottarli. Le motivazioni pretestuose con le quali le pratiche sinora sono state bloccate e rigettate hanno impedito loro di avere un futuro migliore senza che nulla nel loro stato sia cambiato in questi anni.

Ulteriore elemento a complicare il rapporto italo-bielorusso è il fatto che alcune associazioni di accoglienza continuino a proporre minori istituzionalizzati a famiglie che potrebbero diventare loro potenziali genitori. Questi bambini hanno certo un grande bisogno di aiuto ma, a tal fine, sarebbe auspicabile giungere in tempi brevi ad una regolamentazione legislativa congiunta che chiarisca una volta per tutte le possibilità che avranno queste famiglie e questi bambini di rendere definitivo il loro incontro nel rispetto delle regole.

Oltretutto non è possibile né accettabile che ci sia un flusso disordinato di aiuti economici e umanitari verso un Paese che sta dimostrando di nascondersi dietro aspetti burocratici e formali (vedi regolamenti vari) o dietro trattati internazionali (addirittura la Convenzione dell’Aja) per esasperare i rapporti tra famiglie e bambini da un lato e organi burocratici dall’altro con fini chiaramente politici.

Per questo noi tutti chiediamo con la massima urgenza un incontro congiunto e risolutivo al Ministro per gli Affari Esteri On Massimo D’Alema, al Ministro per la Famiglia On. Rosy Bindi, al Ministro per la Solidarietà Sociale On. Paolo Ferrero e chiediamo la partecipazione del Ministro per la Giustizia On. Clemente Mastella perché vengano valutate e messe in atto tutte le azioni per risolvere un problema che opprime la vita e il futuro di tanti bambini e di tante famiglie.

L’auspicio è che si possa risolvere con ragionevolezza questa fase di stallo valutando la situazione in maniera particolare, anche nonostante il diverso approccio della politica europea. Occorrerà, però, tutta la forza e la determinazione delle Istituzioni Italiane per ripristinare effettivamente un clima positivo invocato dalla Bielorussia (anche nei riguardi dell’Unione Europea) e dall’Italia negli ultimi mesi. La disponibilità bielorussa a onorare gli impegni presi dovrà essere vista come banco di prova delle reali intenzioni di quel Paese di avere rapporti più stretti e distesi con gli Stati della UE.

Non possiamo infatti accettare che un accordo internazionale, siglato tra due Stati sovrani venga da uno di questi completamente ignorato. Non lo accettiamo sia per il rispetto che ci aspettiamo come cittadini appoggiati dalle nostre Istituzioni sia perché non rispettare gli accordi tra Stati fatalmente mina la fiducia di una società verso l’altra, non solo per gli aspetti umanitari ma anche per tutto quello che concerne i rapporti politici e socio-economici.

E a confermare l’importanza della fiducia chiariamo definitivamente che da parte delle famiglie in attesa di adozione, costituitesi nel Coordinamento, diamo la massima importanza al rispetto delle leggi, incluso il protocollo relativo alle accoglienze. Le famiglie italiane che hanno richiesto l’adozione di minori bielorussi lo hanno fatto secondo le leggi dei due Paesi, li ospitano temporaneamente nel rispetto delle stesse leggi e non possono accettare nessuna accusa e nessun sospetto in merito a intenzioni di cercare “scorciatoie per l’adozione”. Così come rispettano le leggi pretendono lo stesso rispetto da parte delle istituzioni italiane e, in particolare, bielorusse, non tanto e non solo per se stesse ma soprattutto per i minori. Abbiamo preso un impegno anche per quanto riguarda le ospitalità ed è nostra intenzione rispettarlo come deve essere rispettato l’impegno sulle adozioni.

Ci permettiamo, inoltre, di suggerire una azione specifica per la trattativa. Poiché da più parti è stato fatto presente che la decisione in merito alla adozioni in Bielorussia è una questione particolare sulla quale intervene direttamente e personalmente il Presidente della Repubblica di Bielorussia On. Alexander Lukashenko, chiediamo di valutare l’opportunità che la missione tecnica che dovrà recarsi a Minsk a settembre possa chiedere di essere ricevuta dalla stesso Presidente al fine di rappresentargli personalmente le attese e le speranze delle famiglie italiane. La dichiarata volontà di maggiore apertura agli Stati europei e di miglioramento delle condizioni di vita dei bambini troveranno la migliore conferma e sintesi in un atto diretto del Presidente .

Vi abbiamo scritto ancora una volta con il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto le nostre iniziative, andando al di là delle ragioni del cuore e del timore che tuttora abbiamo noi e i nostri futuri figli, di non poter essere una famiglia, di non poter crescere assieme, di rischiare addirittura di non vederci più.

Roma, 14 Agosto 2007

Le famiglie in attesa di adozione

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