Adozioni in Bielorussia
 
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19 Marzo 2008

Comunicati Stampa


 

Comunicato stampa per il mondo politico

COMUNICATO STAMPA

ai direttori di giornali
ai direttori di Tv e Radio


LE PAROLE NON BASTANO PIU'


Le famiglie italiane adottanti in Bielorussia rivolgono un accorato appello al mondo politico.

Dal 2004 circa 600 bambini in attesa di adozione continuano a vivere in istituto nonostante abbiano già individuato delle figure genitoriali e dei nuclei familiari desiderosi di accorglierli.

Punti di riferimento per questi ragazzi, da troppo tempo in attesa di un accordo tra il Governo Bielorusso e quello Italiano, che riconosca e realizzi giuridicamente il diritto supremo di un minore ad avere una famiglia, riconoscendone la manifesta volontà.

Ci riteniamo famiglie fantasma perché questi bambini e ragazzi trascorrono, attraverso i soggiorni di risanamento, solo alcuni mesi l’anno con quelle che considerano da anni le loro famiglie

Questi bambini li incontrate nei parchi, allo stadio, alle feste dei vostri bambini, ma non li distinguete da quelli italiani, perché parlano perfettamente la nostra lingua, perché le nostre famiglie non sono diverse dalle vostre: è identico l’amore che ci lega gli uni con gli altri.
Ciò che non conoscete è lo strazio degli addii negli aeroporti, la solitudine di mesi senza loro, le voci timide che da un telefono lontano contano i giorni che ci separano, i compleanni mancati, il non sapere nulla delle loro vite lontano da noi.
I “nostri” figli lontani ci rendono famiglie fantasma.
Invitiamo quindi tutto il mondo politico a sostenerci fattivamente nella nostra battaglia di giustizia ed amore.
Il nostro appoggio andrà a chi dimostrerà di volersi impegnare con atti reali e concreti.

Il Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia

 

LE PAROLE NON BASTANO PIU'

ai direttori di giornali
ai direttori di Tv e Radio


Le 600 famiglie italiane adottanti in Bielorussia rivolgono un accorato appello alla stampa italiana.

Purtroppo la situazione delle adozioni, dell’affido e delle accoglienze raramente genera l’interesse dei media perché compiere un gesto di apertura verso l’infanzia abbandonata suscita meno attenzione di qualunque altro problema. Ma anche se le buone azioni non fanno notizia vogliamo stimolare la vostra riflessione su argomenti così particolari.
In Italia da circa 20 anni più di 30000 famiglie italiane annualmente operano in pieno spirito di solidarietà accogliendo i bambini di Chernobyl. La solidarietà di per sé agisce nel silenzio, schiva la notorietà.
Tante famiglie italiane nel pieno spirito del volontariato aprono ogni anno le proprie case e i propri cuori a bambini bisognosi di affetto familiare e risanamento sanitario.

Più di 20000 di questi bambini vengono dalla Bielorussia.

Tra di essi circa 600 con altrettante famiglie italiane ormai dal 2004 e sempre nel rispetto delle norme internazionali in vigore, attendono di poter realizzare con l’adozione il ricongiungimento e il consolidamento di legami affettivi fortissimi.

Nel frattempo tutti questi ragazzi continuano a vivere in istituto, nonostante abbiano già individuato delle figure genitoriali e dei nuclei familiari ben precisi; vivono da orfani in attesa di poter realizzare quanto prima il sogno di avere una famiglia.

Aspettiamo che il Governo Italiano e quello Bielorusso, con l’intesa e il dialogo riconoscano e realizzino giuridicamente il diritto supremo di questi minori ad avere una famiglia, riconoscendone, tra l’altro, la manifesta volontà.

Ci definiamo famiglie fantasma perché questi bambini (ormai divenuti ragazzi) trascorrono, con i soggiorni di risanamento, solo alcuni mesi l’anno con quelle che sentono come le loro uniche famiglie.

Questi bambini li incontrate nei parchi, allo stadio, alle feste dei vostri bambini, ma non li distinguete da quelli italiani, perché parlano perfettamente la nostra lingua, perché le nostre famiglie non sono diverse dalle altre: è identico l’amore che ci lega gli uni con gli altri.

Ciò che non conoscete è lo strazio degli addii negli aeroporti, la solitudine di mesi senza loro, le voci timide che da un telefono lontano contano i giorni che ci separano, i compleanni mancati, il non sapere nulla delle loro vite lontano da noi.

I “nostri” figli lontani ci rendono famiglie fantasma.

Chiediamo a tutta la stampa di appoggiarci in maniera concreta in questa nostra “Battaglia di Amore”.

Non possiamo accettare che venga distrutto il sogno di bambini e ragazzi che deboli e indifesi si vedono negare il diritto alla loro famiglia da incomprensibili ragioni degli adulti….. Contro questo noi ci battiamo e contro questa logica riaffermiamo la nostra determinazione. Forse non arriveremo mai a raggiungere i nostri obiettivi e a realizzare i loro sogni, ma potremo dire a questi nostri bambini e ragazzi che abbiamo sempre pensato a loro, senza mai darci per vinti e senza smettere mai di credere in un futuro più giusto per loro e per ogni bambino senza genitori.

Il Coordinamento Famiglie Adottanti in Bielorussia