Adozioni in Bielorussia
 
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1 Dicembre 2009
Per superare divisioni antiche e recenti


 

Rassegna Stampa

1 Dicembre 2009

Rai 2 - TG

Radio 1

 

 

Bielorussia, Berlusconi rompe isolamento Lukashenko

 

Il premier Silvio Berlusconi ha interrotto oggi l'isolamento internazionale che da anni impedisce visite di leader occidentali in Bielorussia. Il presidente del consiglio ha infatti fatto visita a Minsk ad Alexander Lukashenko che si è detto molto grato per la visita: "Comprendiamo bene il significato di ciò - ha detto il leader bielorusso - e ce lo ricorderemo. Noi vediamo nella sua visita, anche in un contesto più largo, come gesto di supporto al nostro Paese sullo scenario internazionale".

Rivolgendosi a quello che è considerato da più parti come l'ultimo dittatore europeo, sospettato anche di brogli elettorali, Berlusconi ha risposto: "Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti".

Nell'incontro i due leader hanno parlato dei rapporti commerciali fra Italia e Bielorussia, concordando sulla possibilià di "dare un impulso forte al miglioramento dei nostri rapporti commerciali'. Il presidente del Consiglio italiano ha anche detto di avere in mente una "missione di imprenditori italiani" nella ex Repubblica sovietica.

Il Cavaliere ha poi citato gli accordi di cooperazione economica che saranno siglati oggi nel corso della bilaterale ed ha voluto ricordare "l'esempio concreto" di Finmeccanica, l'azienda italiana che oggi dovrebbe siglare un memorandum di intesa con il governo bielorusso. Berlusconi ha inoltre parlato di altri esempi di possibile "collaborazione" ed ha in particolare ha citato il campo dell'edilizia: "Da questo punto di vista - ha detto il presidente del Consiglio - noi abbiamo un forte know how visto che siamo in grado di costruire case molto belle che durano in eterno in pochissimo tempo come abbiamo dimostrato all'Aquila".

Nel corso dell'incontro, infine, Berlusconi e Lukashenko hanno toccato il tema delle adozioni internazionali e il presidente bielorusso ha donato al premier italiano documenti inediti sulla sorte degli italiani morti nei campi di prigionia russi durante gli anni 30 del secolo scorso.

Italia-Bielorussia/ Berlusconi a Minsk da Lukashenko

Minsk, 30 nov. (Apcom - Nuova Europa) - Nel giorno della visita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Minsk, il parlamento bielorusso ha approvato una legge volta a una maggiore democratizzazione del Paese. Il premier è giunto al palazzo presidenziale e ha stretto la mano del mano del presidente Aleksandr Lukashenko.Sono stati eseguiti i due inni nazionali e i due leader si avviano verso il palazzo dove si terranno colloqui a due e poi in forma allargata.

Minsk, 18:16

ITALIA-BIELORUSSIA: BERLUSCONI, RASSICURAZIONI SU ADOZIONI

Silvio Berlusconi ha ringraziato il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko per le "rassicurazioni avute riguardanti le numerose richieste di adozione". Al termine del colloquio tra Berlusconi e Lukashenko, quest'ultimo ha espresso elogiato le famiglie italiane per l'aiuto ai bambini di Chernobyl. "Garantisco - ha spiegato Berlusconi - che e' stato fatto con il cuore e la gioia. La gioia che questi bambini hanno portato nelle famiglie italiane ha compensato largamente quanto e' stato fatto. Tanto e' vero che si stanno concretizzando le procedure di adozione di questi bambini. Sono nati rapporti di vero affetto".

 

 

ITALIA-BIELORUSSIA: BERLUSCONI, MISSIONE IMPRESE ITALIANE

La visita di Silvio Berlusconi a Minsk ha l'obiettivo di migliorare i rapporti economici tra Italia e Bielorussia. Lo stesso premier spinge affinche' ci sia una migliore cooperazione: "i rapporti sono molto al di sotto delle effettive possibilita' delle nostre economie. Noi siamo il nono partner commerciale e il quindicesimo come investimenti stranieri in Bielorussia. Dobbiamo e vogliamo fare meglio". Il Cavaliere ha lanciato l'idea anche in Bielorussia di organizzare una missione di imprenditori italiani a Minsk.

 

Finmeccanica, firmato Memorandum d'intesa in Bielorussia

lunedì 30 novembre 2009 18:43

ROMA, 30 novembre (Reuters) - Finmeccanica (SIFI.MI: Quotazione) ha firmato oggi a Minsk, alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, un Memorandum of understanding (Mou) per sviluppare accordi di collaborazione nel settore civile.

Lo si legge in una nota che cita tra i settori oggetto di intesa i trasporti, l'energia, l'automazione postale, lo spazio, la sicurezza e, più in generale, l'alta tecnologia.

"Per quanto riguarda i trasporti, il Memorandum prevede la possibilità di sviluppare progetti comuni per la produzione, nel Belarus, di autobus a gas per il trasporto urbano nonché per la realizzazione di sistemi di controllo automatico nel campo ferroviario e dei trasporti urbani", spiega la nota.

"Nel settore dell'homeland security, Finmeccanica fornirà in esclusiva al Belarus, attraverso Selex sistemi integrati, le sue tecnologie per garantire la sicurezza dell'area di Minsk e dei Campionati mondiali di hockey che si svolgeranno nella capitale del Belarus nel 2014".

Sempre in tema di sicurezza, Finmeccanica metterà a disposizione le sue competenze per assicurare la sorveglianza del Corridoio 2 e del Corridoio 9.

Nel settore dello spazio sono previsti accordi comuni per implementare la cooperazione tra imprese e istituti scientifici per lo sviluppo di centri di eccellenza spaziale, in particolare per quanto attiene alle tematiche ambientali ed alle comunicazioni.

In materia postale, l'accordo prevede la cooperazione tra Elsag Datamat e l'azienda nazionale bielorussa BelPostha, per realizzare sistemi di automazione postale.

"Finmeccanica fornirà inoltre, attraverso Ansaldo Energia, consulenza alla Bielorussia in materia di energia, sia convenzionale che nucleare, e i relativi sistemi di sicurezza", aggiunge la nota.

 


Berlusconi sdogana Lukashenko: la gente
lo ama, lo dicono i risultati delle elezioni

Elogio del dittatore bielorusso nella prima visita di un leader occidentale in 15 anni. Bonino: «Misteriose queste trasferte»

ROMA (30 novembre) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato ricevuto oggi al palazzo presidenziale di Minsk dal presidente dittatore Alexander Lukashenko. Si tratta della prima visita ufficiale di un leader occidentale in Bielorussia da una quindicina di anni.

Il leader bielorusso era stato infatti isolato dall'Unione europea e dalla comunità internazionale dopo l'accusa di brogli nelle elezioni che lo hanno confermato al potere negli anni novanta e per una serie di limitazioni alla democrazia ed ai diritti fondamentali.

Lukashenko ha ringraziato Berlusconi per aver interrotto l'isolamento internazionale della Bielorussia. «Ringrazio il presidente Berlusconi - ha detto incontrando i giornalisti - per la sua puntualità: aveva promesso di venire ed è venuto. Noi comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo».

«Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo». Così Berlusconi nel corso di una conferenza stampa congiunta con Alexander Lukashenko. Poco prima era stato Lukashenko a dare un peso politico alla visita del premier italiano: «Vediamo la sua visita non solo nel contesto bilaterale, ma anche in un contesto più largo come un gesto eloquente di sostegno e appoggio del nostro paese sulla scena internazionale».

Il premier italiano ha ringraziato «per le assicurazioni avute» sul tema delle adozioni di bambini bielorussi da parte di famiglie italiane «sulla possibilità di lavorare insieme» su questo tema. Il leader bielorusso per parte sua ha riferito che nel corso della bilaterale si è parlato anche di adozioni internazionali ed ha fatto cenno alle «garanzie che abbiamo avuto dalla Santa Sede e dallo Stato italiano».

Il premier bielorusso ha poi donato a Berlusconi i risultati di una ricerca «certosina» da parte dei funzionari dell'intelligence bielorussa negli archivi di stato alla ricerca di informazioni sugli italiani scomparsi in Bielorussia durante la seconda guerra mondiale e di quelli perseguitati per ragioni politiche negli anni '30.

«A me sembrano abbastanza misteriose tutte queste trasferte all'estero del nostro presidente del consiglio», ha detto oggi a Radio Radicale la vicepresidente del Senato Emma Bonino. «A parte i famosi tre giorni con Putin dei quali ancora non si sa molto e già questo non è normale - afferma l'esponente radicale - poi abbiamo avuto la visita in Arabia Saudita con il suo socio Tarak Ben Ammar, in seguito la visita in Turkmenistan e poi quella in Bielorussia. L'insieme non è chiarissimo, anche perché la politica estera di cui si occupano gli altri paesi vede al centro due dossier come l'Afghanistan e l'Iran. Noi invece abbiamo una linea di politica estera che oltre ad avere come minimo comune denominatore lo sdoganamento dei dittatori, è poco chiara. A meno che - conclude - non si tratti di una politica estera-energetica, ma anche questo spiegherebbe solo parzialmente questi viaggi».

«Ma quale giallo internazionale si inventa la Bonino? L'incontro tra il presidente Berlusconi e il presidente Putin di fine ottobre è servito a fare il punto su tutti i principali temi dell'agenda mondiale, tra cui la sicurezza energetica; la visita in Turkmenistan non c'è mai stata, è il presidente del Turkmenistan che è venuto giorni fa a palazzo Chigi», ha replicato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. «Per parlare poi di Afghanistan - prosegue Bonaiuti - il presidente Berlusconi è stato chiamato giovedì scorso dal presidente Obama; infine nel viaggio in Arabia Saudita e in Qatar il presidente Berlusconi ha parlato del processo di pace in Medio Oriente, ma anche di Iran e Afghanistan. La Bonino si consoli, non c'entra niente Agatha Christie».

 

 

in dono al premier, in visita a Minsk, documenti inediti sugli italiani morti durante la guerra

Berlusconi a Lukashenko: il popolo ti ama
E lui apre a Berlusconi gli archivi Kgb

Polemiche sulle parole del premier. Casini: «Sbigottito dagli elogi a un dittatore». Fassino: «Sconcertante»

ROMA - L’amore del popolo bielorusso per il presidente Aleksandr Lukashenko si vede «dai risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, primo leader occidentale da almeno dodici anni a questa parte a mettere piede a Minsk, ha ringraziato il Capo di Stato bielorusso per anni isolato dalla comunità internazionale anche per il sospetto di brogli nelle elezioni. «Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti» ha detto il premier italiano rivolgendosi al leader bielorusso in conferenza stampa. Lukashenko ha a sua volta ringraziato Berlusconi: «Aveva promesso di venire ed è venuto. Noi - ha proseguito Lukashenko - comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo». Il presidente bielorusso, quello che la passata amministrazione americana definì «l'ultimo dittatore» europeo, ha anche aperto gli archivi del Kgb al premier italiano: parlando di un regalo degno degli «amici importanti» il presidente bielorusso ha consegnato pubblicamente al Cavaliere fascicoli che vengono direttamente dagli archivi dei servizi segreti russi e bielorussi e sono il frutto «di un lavoro certosino». Un privilegio tributato a Berlusconi che permetterà di stabilire «le sorti dei cittadini italiani prigionieri durante la seconda guerra mondiale in Russia e in Bielorussia». I fascicoli consegnati al premier riguardano le informazioni sugli scomparsi in Bielorussia durante la Seconda Guerra Mondiale e su quelli rimasti vittime delle «persecuzioni nell’Unione sovietica degli anni ’30» ha spiegato Lukashenko.


POLEMICHE SULLA VISITA -Le parole di Berlusconi al Capo di Stato bielorusso hanno scatenato vive proteste in Italia. Pier Ferdinando Casini si è detto «sbigottito» per gli elogi a Lukashenko, chiedendo al premier di riferire in aula sulla visita a Minsk e sulla politica estera del governo. «Aveva destato in me già profonda meraviglia il fatto che il nostro sia stato il primo capo di un Governo occidentale ad andare in visita ufficiale in Bielorussia da quando è al potere il dittatore Lukashenko. Ma la mia meraviglia era niente in confronto allo sbigottimento di oggi nel leggere gli elogi del nostro premier a Lukashenko, del quale il presidente del Consiglio italiano ha magnificato la popolarità e il consenso tra i cittadini» ha detto Casini. Al leader centrista ha fatto eco l'esponente del Pd Piero Fassino, secondo il quale, con la visita a Minsk, Berlusconi mostra «ancora una volta una sconcertante manifestazione di superficialità e di non conoscenza dello scenario internazionale, che rischia di confermare l'immagine di una politica estera italiana oscillante e confusa». La prima a suscitare perplessità sulla missione di Berlusconi a Minsk era stata la leader radicale Emma Bonino, parlando di un viaggio «misterioso». «A me sembrano abbastanza misteriose tutte queste trasferte all'estero del nostro presidente del Consiglio» ha detto a Radio Radicale la vicepresidente del Senato. Pronta la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. «Ma quale giallo internazionale si inventa la senatrice Bonino?Si consoli non c'entra niente Agatha Christie».

«COMMOSSO» - Accogliendo in dono da Lukashenko i documenti inediti sulla sorte degli italiani morti nei campi di prigionia russi e perseguitati durante gli Anni 30, Berlusconi si è detto «commosso». «Queste carte sono un omaggio veramente imprevisto. Approfondiremo tutte le notizie di questi documenti e posso interpretare il sentimento delle famiglie italiane nel rivolgerle un ringraziamento cordialissimo» ha detto il premier. Lukashenko durante la conferenza stampa ha spiegato che si tratta di una «documentazione mai prima trasmessa all'Italia. Questo - ha aggiunto il presidente bielorusso - è solo una parte del materiale che abbiamo a nostra disposizione. Se l'Italia è interessata a approfondire l'argomento noi forniremo altri documenti».

ADOZIONI - Il presidente bielorusso ha anche ringraziato l'Italia per l'accoglienza data ai bambini di Chernobyl e ha fatto sapere di aver avuto «garanzie dal governo italiano e dalla Santa sede» sul tema delle adozioni internazionali. Berlusconi dal canto suo ha ringrazia la Bielorussia perché si sta adoperando per il «completamento di questi sogni d'amore»).


30 novembre 2009(ultima modifica: 01 dicembre 2009)

 

 

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Viaggio di Berlusconi in Bielorussia:
critiche agli elogi per Lukashenko

 

Silvio Berlusconi 'sdogana' Alexander Lukashenko, bollato dalla comunità internazionale come "ultimo dittatore d'Europa" e accusato di violazione dei diritti fondamentali e di brogli elettorali, ed in cambio riceve dal presidente bielorusso alcuni documenti inediti sugli italiani scomparsi durante la seconda guerra mondiale.

E' questo l'epilogo della visita del presidente del Consiglio in Bielorussia, la prima di un leader occidentale da quasi quindici anni, che scatena le critiche dell'opposizione bielorussa, ma anche di quella italiana con Pier Ferdinando Casini e Piero Fassino che chiedono al Cavaliere di riferire in aula. Che l'Italia vestisse i panni di 'avvocatò di Minsk nel tortuoso cammino verso l'Europa era noto da tempo. Lo scorso aprile 'bathkà (il 'padrè come si fa chiamare Lukashenko in patria) venne a Roma grazie al fatto che l'Ue, a seguito di alcune aperture, gli aveva sospeso il blocco del visto. Aperture successivamente confermate dallo stesso Berlusconi che sostenne l'esigenza di "stimolare la Bielorussia affinchè raggiunga standard democratici europei". Ma a Minsk, forse anche incoraggiato dal voto del Parlamento bielorusso che concede maggiori libertà ai partiti nelle elezioni (deciso proprio oggi), il premier italiano è andato ben oltre sostenendo che i risultati elettorali ottenuti da Lukashenko sono la dimostrazione "dell'amore" che la gente nutre nei suoi confronti. Parole che di fatto legittimano le elezioni del 2006 e del 2008, che al contrario l'Osce e gli Usa definirono "non democratiche". Già dal modo in cui accoglie Berlusconi al suo arrivo nel palazzo presidenziale si capisce quanto Lukashenko punti sull'Italia per uscire dall'isolamento internazionale. E' lui stesso, dopo aver salutato l'ospite definendolo un "esponente politico di livello mondiale", a dirlo chiaramente: "La sua visita - dice a Berlusconi - è un gesto eloquente di sostegno e appoggio del nostro Paese sulla scena internazionale". Parla dell'Italia come di un "partner privilegiato" e della necessità di accrescere le relazioni commerciali. Berlusconi lo ringrazia e conferma che l'obiettivo è di sfruttare meglio le potenzialità dei rapporti fra i due Paesi, lamentandosi del fatto che l'Italia sia solo nona per interscambio commerciale e addirittura quindicesima negli investimenti. Ma i due accordi siglati (uno per completare il quadro giuridico che consentirà alle imprese italiane di investire in Bielorussia e l'altro nel campo vetrinario) così come il memorandum siglato da Finmeccanica passano in secondo piano rispetto alle cortesie diplomatiche che i due leader si scambiano. Inizia Lukashenko ricordando quanto fatto da tante famiglie italiane per alleviare le pene dei bambini coinvolti nella tragedia di Cernobyl. Berlusconi ricambia ringraziandolo per le "assicurazioni" avute sul delicato tema delle adozioni, da anni praticamente bloccate per volere di Minsk. 'Bathkà rilancia, annunciando a sorpresa un "dono" speciale "all'amico" Silvio: si tratta di documenti inediti che i funzionari del servizio segreto (in Bielorussia si chiama ancora Kgb) hanno scovato negli archivi di Stato sugli italiani morti nei campi di prigionia bielorussi durante la seconda guerra mondiale e di quelli perseguitati per ragioni politiche negli anni Trenta. Il Cavaliere, nel dirsi "commosso", lo "ringrazia dal cuore" anche a nome dei familiari delle vittime italiane. Poi, proprio quando la conferenza stampa sembra terminata, aggiunge una frase destinata far discutere: "Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo". Parole che lasciano "sbigottito" il leader dell'Udc Casini che chiede al premier di riferire in Parlamento per spiegare "la nuova linea di politica estera italiana". Analoga richiesta da Piero Fassino del Pd che parla di "sconcertante superficialità" da parte di Berlusconi. Critiche per la visita arrivano dalla radicale Emma Bonino che parla di diplomazia "poco chiara" e dall'opposizione bielorussa che con Anatoli Lebedko, leader del partito civico unito paragona Berlusconi a Lukashenko, definendolo un "uomo d'affari pronto a sacrificare i valori europei" in cambio di accordi commerciali. Parole a cui replica il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti escludendo, ironicamente, l'esistenza di "gialli internazionali" all'Agatha Cristie.

 

 

BERLUSCONI IN BIELORUSSIA. LUKASHENKO? SI VOTA CHI SI AMA

Roma - "So che la sua gente la ama. E' dimostrato anche dai risultati elettorali, che sono sotto gli occhi di tutti".
  Silvio Berlusconi conclude la sua visita in Bielorussia ringraziando cosi' il Presidente Alexander Lukashenko. Una missione dedicata a dare nuovo impulso agli scambi commerciali, a sostenere la cooperazione sul delicato tema delle adozioni internazionali e, a sorpresa, ad aprire un nuovo capitolo di storia italiana sulla Seconda Guerra Mondiale. "E' con commozione che ricevo queste carte che sono un omaggio veramente imprevisto", dice infatti Berlusconi accogliendo il regalo di Alexander Lukashenko: documenti inediti sulla sorte degli italiani morti nei campi di prigionia russi durante gli anni '30. "Approfondiremo tutte le notizie di questi documenti e del secolo scorso. Posso interpretare il sentimento delle famiglie italiane nel rivolgerle un ringraziamento cordialissimo", dice ancora il premier sfogliando piu' volte i documenti raccolti dal Kgb bielorusso (l'unico delle repubbliche ex sovietiche ad aver mantenuto nome e sigla di quello Urss). E' Alexander Lukashenko a spiegare che si tratta di "una documentazione mai prima trasmessa all'Italia, solo una parte del materiale che abbiamo a nostra disposizione. Se l'Italia e' interessata a approfondire l'argomento - annuncia - noi forniremo altri documenti". Ma Berlusconi ha ringraziato il presidente bielorusso anche per le "rassicurazioni avute riguardanti le numerose richieste di adozione" e il padrone di casa ha espresso parole di elogio per l'aiuto delle famiglie italiane che hanno lenito le sofferenze dei bambini di Chernobyl. "Garantisco - ha spiegato Berlusconi - che e' stato fatto con il cuore e la gioia. La gioia che questi bambini hanno portato nelle famiglie italiane hanno compensato largamente quanto e' stato fatto. Tanto e' vero - ha aggiunto Berlusconi - che si stanno concretizzando le procedure di adozione di questi bambini. Sono nati rapporti di vero affetto". Coda polemica in casa. "Ma quale giallo internazionale si inventa la senatrice Bonino? L'incontro tra Berlusconi e il Presidente Putin di fine ottobre e' servito a fare il punto su tutti i principali temi dell'agenda mondiale, tra cui la sicurezza energetica", dice Paolo Bonaiuti replicando alle parole di Emma Bonino che parla di "insieme non chiarissimo" e di "una linea di politica estera che oltre ad avere come minimo comune denominatore lo sdoganamento dei dittatori, e' poco chiara".

 

 

01-12-09
BERLUSCONI: ELOGIA IL PRESIDENTE LUKASHENKO ED E' POLEMICA (IL PUNTO)
 

(ASCA) - Roma, 1 dic - Sul sito della presidenza del Consiglio non ci sono informazioni sul viaggio del premier Silvio Berlusconi in Bielorussia. Eppure si tratta del primo viaggio di un leader dell'Unione europea a Minsk negli ultimi quindici anni. Alexander Lukashenko, presidente bielorusso, e' stato infatti messo all'indice dall'Unione europea e dalla comunita' internazionale per il sospetto di brogli elettorali e per il non rispetto delle regole democratiche in politica interna.

Nell'incontro tra Lukashenko e Berlusconi il presidente della Bielorussia ha avuto parole di riconoscenza per il suo interlocutore: ''Ringrazio il presidente Berlusconi per la sua puntualita': aveva promesso di venire ed e' venuto. Noi comprendiamo bene il significato di cio' e ce lo ricorderemo''. Poi ha aggiunto: ''Vediamo la sua visita non solo nel contesto bilaterale, ma anche in un contesto piu' largo come un gesto eloquente di sostegno e appoggio del nostro paese sulla scena internazionale''.

Da parte sua il premier italiano ha usato nella conferenza stampa di rito espressioni che hanno subito scatenato l'ennesima polemica: ''Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. E questo e' dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo''.

Berlusconi ha poi ringraziato Lukashenko per le rassicurazioni sul problema delle adozioni di bambini bielorussi da parte di famiglie italiane e ''sulla possibilita' di lavorare insieme su questo tema''. Lukashenko ha confermato che nel corso dei colloqui si e' parlato di adozioni internazionali, sostenendo di aver avuto precise ''garanzie dalla Santa Sede e dallo Stato italiano''.

La prima a polemizzare con il viaggio a Minsk di Berlusconi e' stata Emma Bonino, vicepresidente del Senato: ''A me sembrano abbastanza misteriose tutte queste trasferte all'estero. A parte i famosi tre giorni con Putin, dei quali ancora non si sa molto e gia' questo non e' normale, poi abbiamo avuto la visita in Arabia Saudita con il suo socio Tarak Ben Ammar, in seguito la visita in Turkmenistan e poi quella in Bielorussia''.

Per la senatrice radicale, mentre la politica estera di altri paesi ha come centro l'Afghanistan e l'Iran, quella italiana ''oltre ad avere come minimo comune denominatore lo sdoganamento dei dittatori, e' poco chiara a meno che non si tratti di una politica estera-energetica''.

La replica e' di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: ''Ma quale giallo internazionale si inventa la Bonino? Per parlare di Afghanistan il presidente Berlusconi e' stato chiamato giovedi' scorso dal presidente Obama. Nel viaggio in Arabia Saudita e in Qatar il premier ha parlato del processo di pace in Medio Oriente, ma anche di Iran e Afghanistan. La Bonino si consoli, non c'entra niente Agatha Christie''.

Si e' appreso che il presidente bielorusso ha aperto gli archivi del Kgb al premier italiano, parlando di un regalo che si fa ''agli amici importanti''. La consegna di alcuni dossier a Berlusconi dovrebbe permettere di stabilire la sorte dei cittadini italiani prigionieri durante la seconda guerra mondiale in Russia e in Bielorussia. ''Se l'Italia e' interessata a approfondire l'argomento, noi forniremo altri documenti'', ha detto Lukashenko ringraziando l'Italia per l'accoglienza fornita ai bambini di Chernobyl (la localita' colpita da un incidente nucleare nel 1986).

Il premier Berlusconi ha ringraziato a sua volta per il gesto di amicizia: ''E' con commozione che ricevo queste carte che sono un omaggio veramente imprevisto.

Approfondiremo tutte le notizie di questi documenti e posso interpretare il sentimento delle famiglie italiane nel rivolgerle un ringraziamento cordialissimo''.

Questo risultato della visita non e' sufficiente a placare le polemiche. Dice Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, che ha chiesto che il presidente del Consiglio riferisca alla Camera sui contenuti della sua visita ufficiale a Minsk: ''Aveva destato in me gia' profonda meraviglia il fatto che il nostro sia stato il primo capo di un governo occidentale ad andare in visita ufficiale in Bielorussia da quando e' al potere il dittatore Lukashenko. Ma la mia meraviglia era niente in confronto allo sbigottimento di oggi nel leggere gli elogi del nostro premier a Lukashenko''.

La pensa cosi' pure Piero Fassino, Pd: ''Con la visita a Minsk, Berlusconi mostra ancora una volta una sconcertante manifestazione di superficialita' e di non conoscenza dello scenario internazionale, che rischia di confermare l'immagine di una politica estera italiana oscillante e confusa''.

Gar/sam/alf

 

Berlusconi porta in Italia gli archivi del Kgb

Adalberto Signore

nostro inviato a Minsk

«La ringrazio per aver mantenuto la parola, comprendiamo bene il significato di ciò che ha fatto e non lo dimenticheremo. Per questo non si sentirà mai in pena». Al termine di quella che è la prima visita in Bielorussia di un leader occidentale da quindici anni, Alexander Lukashenko si congeda così da Silvio Berlusconi. Un modo per dire che Minsk è seriamente impegnata nel lento processo di riavvicinamento all’Unione europea, un percorso nel quale la visita del Cavaliere nella ex Repubblica dell’Unione Sovietica potrebbe essere un punto di svolta. Non è un caso, infatti, che proprio nel giorno in cui il premier italiano viene accolto davanti al palazzo presidenziale con un suggestivo picchetto d’onore e l’esecuzione dei due inni nazionali, il Parlamento di Minsk decida di votare decisive modifiche della legge elettorale seguendo le indicazioni arrivate da Osce e Ue.

Dopo le elezioni del 2006 – sulla cui regolarità la comunità internazionale aveva espresso forti dubbi, sollevando perplessità anche sul rispetto dei diritti umani – i rapporti tra la Bielorussa e l’Europa si erano infatti incrinati quasi irrimediabilmente. Il voto del Parlamento bielorusso, insomma, è un chiaro segnale di distensione verso l’Occidente e il Cavaliere lo raccoglie subito. «Grazie anche alla sua gente, so che la ama. E questo – aggiunge – è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti e che noi conosciamo e apprezziamo».

Berlusconi, insomma, decide di rompere il quindicennale isolamento diplomatico della Bielorussa perché – aveva detto a fine aprile quando Lukashenko aveva prima cenato a Palazzo Chigi e poi incontrato Benedetto XVI – favorire la democrazia «non significa esclusione». Una linea che Bruxelles guarda con interesse, visto che dall’Ue non arriva alcuna critica sull’apertura di credito italiana. Il presidente bielorusso, da parte sua, coglie in pieno la portata della prima visita di Stato di un leader occidentale e ringrazia con un fuori programma che lascia sorpreso il Cavaliere. A Berlusconi, infatti, Lukashenko riserva un regalo degno di «amici importanti», apre gli archivi del Kgb di Minsk e gli consegna i risultati di «una ricerca certosina» da parte dei funzionari dell’intelligence sugli italiani scomparsi in Bielorussia durante la Seconda guerra mondiale (furono 74.800 i soldati che parteciparono alla campagna di Russia e di cui non si ebbe più notizia) e su quelli perseguitati per ragioni politiche negli Anni ’30.

«Documenti – spiega Lukashenko – accumulati dal Kgb, dal Comitato di Stato per la sicurezza e da vari archivi in Russia e Bielorussia che sono importanti per il vostro Paese». «Ho studiato questo materiale – aggiunge mentre un funzionario consegna fisicamente i quattro libroni al premier – e sono convinto che lei ne rimarrà molto colpito». Berlusconi li sfoglia e ringrazia «di cuore». «Ricevo queste carte con commozione, sono – dice il premier – un omaggio imprevisto. Credo di poter interpretare i sentimenti delle famiglie nel rivolgerle un ringraziamento cordialissimo». «Questo – ribatte Lukashenko – è solo una parte del materiale. Se l’Italia è interessata, forniremo altri documenti».

Al centro della visita – oltre a un Memorandum su trasporti, energia e tecnologia con Finmeccanica – c’è anche la questione adozioni. Con Berlusconi che incassa il ringraziamento di Lukashenko per l’ospitalità delle famiglie italiane ai bambini di Cernobil. E con il Cavaliere che chiede al presidente bielorusso un «contributo per poter realizzare i sogni d’amore» di centinaia di famiglie italiane ancora in attesa dell’adozione. Viste «le rassicurazioni del governo italiano e della Santa Sede», dice Lukashenko, «possiamo lavorare insieme».

Il Giornale