Adozioni in Bielorussia
 
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22 giugno 2005

INVIO AGLI ORGANI INTERESSATI DELLE LETTERE DI RICHIESTA INTERVENTO

Documenti inviati:

Lettera al Ministero per le Pari Opportunità

Lettera al Comitato minori stranieri

Lettera al Ministero degli Affari Esteri

Resoconto incontro famiglie del 14 giugno 2005

INDIETRO

 

Ministero del Welfare
Comitato Minori Stranieri
Al Presidente Dott. Giuseppe Silveri

E p.c.

Al Ministro del Welfare

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Ministro per le Pari Opportunità

Al Ministero degli Affari Esteri
c.a. del Ministro
del Dott. Adriano Benedetti
Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Ufficio V
del Sottosegretario Sen. Roberto Antonione

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente del Senato della Repubblica

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente della Commissione Bicamerale per l’infanzia

Al Sindaco di Roma

Al Prefetto di Roma

Al Presidente della Regione Lazio

Al Tribunale dei Minori di Roma

Oggetto: Ripristino del limite di 150 giorni annui per la durata dei visti d’ingresso per i minori bielorussi ospitati dalle famiglie italiane.

Egr. Presidente Silveri,


Le scriviamo in rappresentanza delle centinaia di famiglie italiane in attesa di adottare un minore bielorusso e che annualmente ospitano tali minori nell’ambito dei progetti di risanamento concordati tra l’Italia e la Bielorussia, sicuri di interpretare il pensiero delle circa 30 mila famiglie italiane che fanno altrettanto, ospitando minori bielorussi per i quali abbiano o meno avviato le pratiche di adozione.
Le sottoponiamo il grave problema della improvvisa riduzione della durata di tali soggiorni.
Per anni i nostri bambini (nostri perché ormai legati alle nostre famiglie da indistruttibili legami di affetto e di amore) hanno potuto essere ospitati presso di noi per 150 giorni all’anno al fine di recuperare quelle condizioni di salute rese precarie dalla tragedia di Chernobyl.
Ora, per decisione della Commissione da Lei presieduta, questo periodo è stato ridotto a soli 90 giorni, uniformando tali soggiorni a quelli di turismo.

La drastica riduzione del periodo pone seri problemi sia per la salute fisica dei bambini sia per la serenità psicologica degli stessi. Infatti 90 giorni annui sono insufficienti a garantire la salvaguardia della salute di bambini che per i restanti 275 giorni sono costretti a vivere in un paese dove le principali fonti di sostentamento sono ancora inquinate dal cesio fuoriuscito dalla centrale nucleare. Inoltre l’improvvisa e immotivata riduzione della loro permanenza in Italia crea gravi squilibri e pesanti fragilità nella già instabile psiche di bambini che hanno subito abbandoni familiari.
La mente semplice di bambini che chiedono amore e sicurezza non può comprendere le contorte dinamiche di procedure burocratiche e le fredde logiche di opportunità politica.

La preghiamo pertanto di attivarsi con sollecitudine affinché tali soggiorni, di importanza vitale per gli stessi bambini, siano ripristinati nella loro durata originaria. Perché non si tratta di turisti in vacanza, ma di bambini che hanno l’indiscutibile diritto di essere curati e preservati dal rischio elevato di malattie gravi e di apprezzare la normale vita familiare negata, altrimenti, nella loro situazione.


Nell’attesa di una sollecita risposta La ringraziamo per l’attenzione e porgiamo distinti saluti.
Roma, li 21/06/2005
Le famiglie
Giovanni Scibilia e Paola Giammarco


Federico Marinangeli e Luciana Cesari


Antonio Ciani e Francesca Perinelli


Fabio Murru e Venera Risi


Carlo Meoli e Lori Simonetti
In rappresentanza di 185 famiglie adottanti in Bielorussia

Per ogni comunicazione scritta fare riferimento ai seguenti recapiti:
info@adozionibielorussia.org
fax 178 224 5406